Lettera studenti di un ateneo Usa: “Firenze è una città pericolosa”

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San Lorenzo non è un quartiere per studenti. A lanciare l’allarme sono gli istituti che ogni anno accolgono centinaia di ragazzi stranieri.

Via Panicale di notte si trasforma in un territorio fuori controllo, in via dell’Ariento si spaccia. Sant’Orsola resta un gigantesco nascondiglio per i piccoli criminali del rione. Ma è via Sant’Antonino che negli ultimi mesi fa più paura.

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Il direttore di una Università per studenti stranieri che ha sede nella strada, chiede con una lettera inviata alle autorità, un intervento risolutivo che possa mettere la parola fine a questa situazione «di estremo disagio per tutto il quartiere. La scuola è aperta fino a sera e siamo estremamente preoccupati per la sicurezza dei nostri studenti e dello staff che sono esposti a potenziali pericoli».

«Gli studenti si sentono in pericolo, le ragazze sono costrette a cambiare strada. I commercianti spesso si ritrovano queste persone all’interno. Sono arroganti: si piazzano davanti ai portoni dei residenti e non si schiodano» ha detto Cursano che è anche il portavoce delle botteghe storiche. Il problema, segnalato più volte a forze dell’ordine e polizia municipale, è il fazzoletto di strada che va dalla sala scommesse alla lavanderia a gettoni. «Quel punto è diventato un po’ il luogo di ritrovo, ci sono stati in questi mesi diversi blitz e pattugliamenti».

«Siamo veramente preoccupati – si legge nel testo della lettera inviata dal direttore della scuola – per il progressivo peggioramento della situazione. Ci sono attività che attirano una clientela sempre maggiore di persone estremamente pericolose con numerosi casi di spaccio in pieno giorno, di risse, zuffe e aggressioni con cadenza giornaliera. Si tratta di persone, molto spesso alterate dall’uso di alcolici o altre sostanze, che stazionano in strada causando gravi problemi ai residenti e anche ai passanti».

Persone senza scrupoli, che spacciano in pieno giorno e si sentono autorizzate persino ad entrare all’interno delle attività. «Ero seduto nella sala colazioni del mio albergo – si sfoga Enrico Passeri, titolare dell’Hotel City di via Sant’Antonino – quando un tipo è entrato all’interno, mi si è avvicinato e mi ha chiesto se volevo droga. Fin qui non si erano mai spinti, è assurdo tutto questo».




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