La direttiva Salvini che chiude le frontiere a Ong – LEGGI

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Chi soccorre “migranti irregolari” in acque non di responsabilità italiana, senza che Roma abbia coordinato l’intervento e entra poi in acque territoriali italiane lede il “buon ordine e la sicurezza dello Stato italiano”.

Così il ministro dell’Interno Salvini in una direttiva ai capi di polizia, carabinieri, guardia di finanza, capitaneria di porto, Marina e Stato Maggiore della Difesa invitandoli a attenersi “scrupolosamente” al provvedimento per prevenire “l’ingresso illegale di immigrati sul territorio nazionale”.

Riguardo la notizia:

Salvini firma direttiva anti-Ong: “Stop a navi italiane che agiscono in Libia”

Ecco infatti la direttiva inviata da Salvini a tutti gli uffici interessati sul contrasto all’immigrazione illegale:

Non è un consiglio. E’ un ordine.

La direttiva arriva proprio nel giorno in cui:

Ong con 50 clandestini, ultimatum a Salvini: “Dacci un porto” – VIDEO

Un modus operandi ormai codificato e sempre uguale. È quello delle Ong che pattugliano il Mediterraneo alla ricerca di migranti in difficoltà da portare verso l’Europa (attraverso l’Italia).

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Ed è quello “smascherato” da una direttiva inviata oggi dal Viminale a forze dell’ordine e capitanerie di porto (leggi il documento integrale).

Un modus operandi che prevede il “soccorso, a opera di navi, di migranti irregolari in acque di responsabilità non italiane” e il “successivo deliberato trasferimento dei medesimi migranti, nonostante il Comando delle Capitanerie di Porto italiano non avesse coordinato l’evento e, quindi, in violazione delle leggi vigenti in materia di immigrazione”. Proprio come ci hanno abituato in passato le varie navi delle Ong: la Sea Watch, l’Aquarius e ora la Mare Jonio che proprio oggi ha deciso di recuperare 49 naufraghi nel Mediterraneo e ora punta verso l’Italia.

“Tali condotte di soccorso e navigazione non costituiscono un evento occasionale e disposto da un competente centro di soccorso di un Paese costiero responsabile per quella determinata area di mare, bensì un modus operandi volontario che favorisce – in concreto – l’ingresso illegale sul territorio europeo di migranti soccorsi nel mar Mediterraneo”, ricorda però ora il ministero guidato da Matteo Salvini, “Ne consegue che le condotte di soccorso e navigazione come descritte costituiscono una manifestazione concreta di un modus operandi di una attività di soccorso svolta con modalità improprie, in violazione della normativa internazionale sul diritto del mare e, quindi, pregiudizievole per il buon ordine e la sicurezza dello Stato costiero in quanto finalizzata all’ingresso di persone in violazione delle leggi di immigrazione nello Stato costiero”.

Ed è questa la base per cui il Viminale ha disposto la chiusura delle acque territoriali italiane alle navi degli attivisti e ha invitato le autorità “ad attenersi scrupolosamente alla presente direttiva, impartendo le conseguenti indicazioni operative al fine di prevenire, anche a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica dello Stato italiano, l’ingresso illegale di immigrati sul territorio nazionale”.

Insomma, le navi delle ong non trovano naufraghi per caso, vanno in mare con quell’intento, probabilmente in contatto con scafisti. Ergo, sono illegali.

Ora vediamo cosa accade con l’ong Mediterranea, che batte bandiera italiana. E che ha violato la legge ‘rubando’ 50 clandestini alla Guardia costiera libica.




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