A Milano 70% case popolari vanno a immigrati

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A Milano il razzismo contro gli italiani è terribilmente evidente: sui primi 300 posti del bando per l’assegnazione delle case popolari ben 207 sono stranieri. Senza contare gli zingari e gli immigrati con cittadinanza italiana.

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Lo denuncia il consigliere di opposizione Silvia Sardone: “21esimo bando integrativo per l’aggiornamento della graduatoria comunale” non è altro che una conferma del “welfare anti-italiano tanto caro alla sinistra”.

“Scorrendo la lista sembra di essere in Nordafrica o in Sudamerica – insiste Sardone – non certo a Milano: i cognomi italiani sono la netta minoranza e purtroppo sarà sempre così finché non verranno adottati correttivi ai bandi”.

Una soluzione ci sarebbe: quella adottata dal Comune di Cascina, dove la leghista Ceccardi ha ribaltato la situazione: ora tutte le case popolari vanno agli italiani:

Rivoluzione Lega: graduatorie case, quasi tutti italiani a Cascina

Lì il sindaco leghista ha imposto che anche gli stranieri presentino un documento, prodotto dal loro Stato di appartenenza, che dimostri la non sussistenza di una proprietà all’estero. In passato bastava presentare una autocertificazione, praticamente non controllabile.

Lo stesso potrebbe fare Milano: “Sala e Majorino non perdono mai tempo prima di marciare contro il razzismo – attacca la Sardone – ma continuano a dimenticarsi che i primi a discriminare sono proprio loro”. Non solo. “Lo squilibrio evidente in questa graduatoria – insiste la consigliera – va ovviamente a sommarsi ad altri aiuti economici a misura di straniero come la Bebè Card, il sostegno al reddito, il reddito di inclusione, l’esenzione mensa, le borse lavoro. È davvero sconcertante apprendere ogni volta cifre che penalizzano gli italiani in un welfare scandalosamente orientato a favore gli immigrati”.

“In periferia – continua la Sardone – anche per strada è difficile sentire parlare italiano: Corvetto, San Siro, Lorenteggio sono ormai diventati dei ghetti dove spadroneggiano gli extracomunitari mentre gli italiani in graduatoria sono costretti ad aspettare anni e a vedersi puntualmente scavalcare da immigrati. A questo si aggiungono le occupazioni abusive di case popolari che hanno quasi sempre come protagonisti stranieri spalleggiati dai centri sociali. Non è normale che chi paga le tasse nel nostro paese da una vita si veda superare da chi è arrivato da qualche mese. Non è razzismo, è solo buonsenso”.




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