La Cassazione “chiude” il confine orientale

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Chi l’ha detto che la magistratura non può essere dalla parte degli italiani?

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Identificati dalla Polizia Locale 11 afghani entrati illegalmente in Giardino Pubblico: ne dà notizia sui social il vicesindaco e assessore con delega alla Sicurezza Paolo Polidori.

I clandestini sono stati poi portati al Comando e domani saranno all’ufficio immigrazione della Questura.

“In genere – annuncia Polidori – appena arrivano presentano richiesta di asilo politico, ma oggi le cose stanno cambiando: l’importantissima sentenza di novembre della Corte di Cassazione, che dà ragione al Tribunale di Trieste e alla Commissione Richiedenti Asilo, prevede che ora siano necessari i documenti originali per essere ammessi al sistema di protezione. Un tempo si presentavano tutti con delle fotocopie, questo comporta che dopo l’eventuale diniego della richiesta non è possibile rimpatriarli, bisogna richiedere i documenti al paese d’origine con enorme perdita di tempo, se non l’impossibilità di farlo. Ora non inizi l’iter se non hai il documento originale, così i furbetti (quasi tutti) non avranno più possibilità di imbrogliare. Quindi ‘pacchia finita’”.

Questo di fatto ‘chiude’ il confine orientale, visto che tutti hanno finti documenti: spesso sono pakistani che si fingono afghani per avere più chance di ottenere asilo.

“Questa prospettiva – aggiunge inoltre Polidori, parlando degli arrivi via terra dal confine orientale – porterà enormi benefici, perché queste persone sono tutte connesse via web, la notizia di questa nuova difficoltà si diffonderà e sarà un grande deterrente, tenendo conto anche delle procedure accelerate (il ricorso in terzo grado a Roma era già stato abolito). Ancora non abbiamo dati ufficiali della Commissione richiedenti asilo, ma pare che i flussi e le domande in entrata siano già in diminuzione”.

Se i magistrati collaborassero contro l’invasione, non ci sarebbero problemi.




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