Autisti chiedono a Salvini il manganello per difendersi da immigrati

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Dopo l’ennesima violenta aggressione, con testata al controllore, gli autisti chiedono a Salvini mano libera: «Chiediamo un manganello telescopico per poterci difendere dagli assalti».

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Meglio sarebbe una pistola. Così da sdraiare il delinquente direttamente sul bus tra gli applausi dei passeggeri.

La richiesta del manganello in una lettera al ministro dell’Interno Matteo Salvini, per denunciare lo stato di fortissimo disagio degli autisti dei bus, che si trovano a difendersi da situazioni di violenza improvvisa e inaudita.

L’ha scritta Angelo Salfa, autista della linea di Carpi e testimone, da tempo, di episodi incresciosi contro i colleghi, che tenta di tutelare tramite il sindacato. Ora chiede l’aiuto del governo perchè anche gli autisti vengano messi nelle condizioni di difendersi, nel caso siano aggrediti. Cosa che accade sempre più spesso.

«Ormai da 10 anni il problema è sempre lo stesso – racconta Salfa – Ci troviamo di fronte agli stessi episodi e a combattere con lo stesso tema, all’ordine del giorno: la sicurezza. Solo che, ogni volta, ci sentiamo impotenti davanti a situazioni che ci paralizzano sul lavoro. E annientano il nostro entusiasmo e la nostra tranquillità».

Gli episodi iniziano a essere numerosi anche nel Reggiano. L’ultimo, in ordine di tempo del quale si è apprende, è avvenuto a Felina dove un controllore ha preso una testata dopo aver scoperte un utente con il biglietto non oblitera.

E, come denunciato in più occasioni, è una lotta quotidiana l’avere a che fare con giovani appena usciti da scuola, che manifestano un comportamento maleducato contro chi è alla guida dei mezzi pubblici quando semplicemente chiede il ticket, o chiede che venga mantenuto un comportamento consono al luogo.

«Ho deciso di scrivere a Salvini perché mi ricordo che ha fatto visita, in passato, a due controllori di Como aggrediti da stranieri senza il biglietto – prosegue Salfa – Spero, quindi, che possa fare qualcosa anche nel nostro caso. Anche qui, infatti, avremmo bisogno di incoraggiamento, nello svolgere ogni giorno un lavoro paragonabile all’andare in trincea senza strumenti di difesa».

«Non è possibile che chi aggredisce controllori e conducenti non sia costretto a scontare nemmeno un giorno di carcere – continua Salfa – Chi danneggia così la tranquillità e la salute altrui deve finire in carcere. Io doterei i conducenti del manganello telescopico per dare loro possibilità di difendersi. Inoltre, a Carpi, non abbiamo ancora le telecamere sui bus. Anche questo potrebbe essere un deterrente contro gli episodi vandalici o una misura efficace per individuare i responsabili di questi gesti».

«Anche questo è un disagio, confido che il Ministero dell’Interno voglia prendere una posizione precisa sulla base delle nostre istanze – conclude l’autista – Ho scritto anche alla deputata Ylenia Lucaselli, che conosce bene la nostra situazione, avendo fatto l’università a Modena. Speriamo davvero che possa cambiare qualcosa. Stiamo arrivando al limite della sopportazione quotidiana».

Date un manganello a quest’uomo!




3 pensieri su “Autisti chiedono a Salvini il manganello per difendersi da immigrati”

    1. quelli in vendita a Predappio con la scritta Dux costano molto meno e sono più belli. Non so però quanto siano resistenti…

      Inoltre aggiungerei nell’armamentario del controllore anche l’olio di ricino da somministrare seduta stante, subito dopo la manganellatura.

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