Nuova Zelanda: dopo 12mila morti era inevitabile

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L’attacco di ieri a due moschee in Nuova Zelanda è certamente un fatto tragico. Ma non è sorprendente. Semmai sorprende che ci siano voluti così tanti anni e stragi islamiche per suscitare una reazione del genere:

Non poteva non accadere. Parliamo di migliaia di morti, centinaia solo in Europa:

Ed è solo l’inizio. Perché sangue chiama sangue.

Da questo punto di vista, rivelatore lo sfondo del profilo Twitter di Brenton Torrant:

Una delle vittime dell’attacco islamico a Nizza. Una bambina.

E poi Ebba Åkerlund, un’altra bambina, svedese, schiacciata sotto un camion dal terrorista islamico di Stoccolma.

Torrant ne parla nel suo manifesto. Dove si dice scioccato per questo:

Vandalizzata la tomba della piccola Ebba, vittima dei terroristi islamici

Per comprendere il suo tragico gesto, è necessario andare alla fonte: la sua è una folle reazione ad una attacco islamico che va avanti ormai da due decenni. Che ha fatto solo in Europa centinaia di morti. E che minaccia la stessa sopravvivenza della civiltà occidentale.




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