Brenton Torrant, non provocate l’uomo bianco

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«Sono un uomo bianco qualunque e vengo da una famiglia di lavoratori. Gente che ha sempre guadagnato poco».

Così si descrive Brenton Tarrant, che ha compiuto una strage di musulmani in Nuova Zelanda.

I tristi fatti di Christchurch dovrebbero insegnare alle élite politiche dei paesi occidentali una cosa: non provocare l’uomo bianco.

La situazione di ‘assedio’ che vivono le popolazioni bianche in tutto il mondo, non può che generare – anche – risposte sbagliate di questo tipo.

Difronte a pericoli reali, come l’islamizzazione attraverso l’immigrazione, che ormai ha superato i limiti della sostituzione etnica; in presenza di stupri di massa:

Rotherham, le bimbe stuprate che Brenton Torrant voleva vendicare

Di attentati che hanno fatto migliaia di morti:

Nuova Zelanda: dopo 12mila morti era inevitabile

Dell’alienazione portata da una globalizzazione che ha abbattuto le frontiere, generando insicurezza sociale, economica e fisica.

Gli individui reagiscono in modo differente. C’è chi si impegna in politica, cercando di cambiare le cose; chi si arrende; e poi c’è chi inizia a sparare.

E saranno sempre di più, se le autorità non agiscono per eliminare il problema. Quando la sopravvivenza del tuo gruppo è in pericolo, diventa difficile ragionare freddamente.

E la situazione è veramente di ‘assedio’ per l’uomo bianco. Circondato ad ogni lato dalla montante marea afroislamica. Indebolito, internamente, dalla martellante propaganda nichilista di papi, media di distrazione di massa e politici a libro paga delle multinazionali. Propaganda che, dopo Christchurch, diverrà ancora più incessante.

Non potete pensare che tutti facciano un inchino alla propria sostituzione.

Sintesi: evitate di mescolare popolazioni. Genererete mostri incontrollabili.

In Italia ne abbiamo avuto un assaggio con la reazione tragica di Luca Traini. Ci sarebbero stati molti altri Traini, poi, fortunatamente, è arrivato Salvini.

Sembra che i media italiani non abbiano compreso una cosa: Salvini è la migliore difesa ad un’escalation che vedrebbe scorrere sangue per le strade.

Avere chiuso i porti ha evitato un bagno di sangue. Che sarebbe stato inevitabile dopo un altro caso come quello di Pamela e Desirée.

Ma attenzione: se non si procederà ad una espulsione di massa dei 500mila clandestini che occupano l’Italia, quel bagno di sangue è solo rimandato.

Perché Brenton Torrant non è stato un folle che si è armato per motivi bizzarri: è la punta dell’iceberg. E’ un uomo bianco qualunque che in presenza di un problema reale ha fatto una scelta sbagliata, perché non vedeva altra soluzione.

Torrant è la reazione di un uomo bianco qualunque alla globalizzazione. Torrant è uno degli sconfitti della globalizzazione. Come altri milioni di uomini bianchi: impoveriti e dimenticati.

Ma questi uomini bianchi, non se ne andranno in silenzio. Date loro rappresentanza. Date loro i diritti che sono stati sottratti. Date loro un futuro come il passato dei loro genitori: con quartieri tranquilli, dove mettere su famiglia, senza il degrado di negozi etnici, di spacciatori africani e molestatori seriali.

Altrimenti sarà il caos.

Quando un islamico fa una strage, e ne fanno una al giorno, si fanno elucubrazioni sociologiche sul ‘disagio’: bene, attenti al disagio della classe lavoratrice bianca.

Perché poi la troverete sugli Champs-Elysées a dare fuoco a banche e negozi radical chic. O chi perde la testa, a fare stragi nelle moschee.

Ps. A chiunque avesse in testa di emulare Torrant in Italia: non lo fare. Se non per motivi etici, almeno strategici: senza un precedente attacco islamico, farebbe solo il gioco di chi vuole aprire i porti.




2 pensieri su “Brenton Torrant, non provocate l’uomo bianco”

  1. Ehh, fanno tante storie per 39 anime che tornano festanti tra le braccia di Allah ukkabarrr… e a noi che cene fotte! Potevano starsene a casa loro, nel medioriente bello ad ascoltare il muaizzim, invece di sbarcare come solo Allah ukkabar ussa’ in quell’isola lontamissima dalla loeo storia e dalla loeo geografia.

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