Se non fermate l’immigrazione, Brenton Torrant sarà solo l’inizio

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Brenton Torrant ha deciso di colpire in due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda: ha scelto un luogo dal nome simbolico.

Il bilancio è di 49 musulmani morti.

L’autore dell’attacco è australiano e ha 28 anni.

In tutto arrestate 4 persone.

L’autore degli attacchi odierni ha ripreso la strage in diretta streaming. Il video, pubblicato su Facebook, è durato 17 minuti ed è poi stato rimosso, molto dopo, dal social network.

Le due mitragliatrici usate da Torrant riportavano scritte in inchiostro bianco con riferimenti ad antiche battaglie e attacchi contro l’attuale invasione afro-islamica. Tra queste, una riportava anche il nome ‘Luca Traini’, che l’anno scorso a Macerata ha sparato ad un gruppo di spacciatori africani per vendicare il depezzamento di Pamela.

Ovviamente, il legale di Traini ha condannato il gesto.

Brenton Tarrant aveva preannunciato l’attacco su 8chan e pianificava gli attacchi da due anni: è quanto emerge dalla lettura manifesto di rivendicazione di 74 pagine dello stesso Tarrant pubblicato su Internet.

Nel manifesto, Tarrant ha spiegato chi è e il motivo delle sue azioni. Ha detto di non essere membro di nessuna organizzazione e di avere agito da solo e senza che nessun gruppo abbia ordinato l’attacco. Ha aggiunto di aver scelto la Nuova Zelanda a causa della sua posizione, per dimostrare che anche le parti più remote del mondo non sono esenti da “immigrazione di massa”.

Oltre a Traini e al condottiero di Lepanto, Torrant richiama la vendetta per gli stupri etnici di Rotherham:

La gang di immigrati che ha stuprato 1.500 bambine

Vorremmo definirlo ‘folle’, sarebbe semplice. Il problema è che non è folle. Ha individuato problemi reali, e ha scelto di ‘risolverli’ in modo sbagliato.

Un modo che se l’immigrazione di massa non verrà fermata, diverrà sempre più usuale.

Perché non tutti hanno la compiacenza di vedere la propria cultura scomparire, le proprie città devastate dall’immigrazione afroislamica, le proprie sorelline fatte a pezzi da immigrati e non fare nulla. Qualcuno protesta. Qualcuno scrive. E poi c’è chi spara.

Se non fermate l’invasione, la terza opzione diverrà sempre più diffusa.




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