Profugo uccide ragazzina: “Ma l’ho solo strangolata”

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Ali Bashar ha finalmente ammesso di avere ucciso Susanna, la ragazzina tedesca di 14 anni, nella città di Wiesbaden, nel Land dell’Assia:

Stuprata e strangolata a 14 anni: arrestato profugo iracheno

Il profugo islamico, fuggito dall’Iraq nel 2015 e accolto dalla Germania nello stesso anno come richiedente asilo, ha confermato durante il processo di essere il responsabile del brutale omicidio che mesi fa aveva sconvolto la Germania.

Ha detto di avere ucciso la quattordicenne mediante strangolamento, ma ha negato con forza di averla stuprata.

Ali Bashar ha poi assicurato di “pregare costantemente” Allah per l’anima della minorenne e chiesto “perdono” ai familiari di quest’ultima.

In realtà, il richiedente asilo iracheno è un “violentatore seriale”.

Gli investigatori hanno infatti scoperto che era stato già incriminato da altri tribunali tedeschi in quanto presunto autore di una “spaventosa scia di abusi sessuali ai danni di minorenni”, verificatasi nel Paese tra il 2017 e il 2018.

Gli di AfD hanno attaccato il governo Merkel per avere adottato, all’indomani dell’arresto di Ali B., un atteggiamento estremamente rispettoso dei dettami del “politicamente corretto”. Il fatto che la Merkel si sia ultimamente limitata a definire l’assassino di Wiesbaden “un criminale”, senza sottolinearne la condizione di immigrato-richiedente asilo, è stato subito etichettato dai deputati sovranisti come un emblema del “servilismo” della cancelliera nei confronti delle comunità allogene stanziate in Germania, soprattutto nei confronti di quella arabo-musulmana.




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