Crollano sbarchi e richiedenti asilo: piano Salvini funziona

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Crollati gli sbarchi, le richieste d’asilo e la concessione della famigerata ‘protezione umanitaria’, quella data ad Oseghale, per intenderci.

I dati diffusi ieri parlano del trionfo del piano Salvini.

Gli ultimi dati mensili di Frontex dicono che nel Mediterraneo Centrale, la rotta che porta dalle coste africane a quelle italiane, in febbraio sono stati rilevati 60 clandestini. E’ la cifra mensile più bassa da nove anni a questa parte, fa sapere l’Agenzia europea che gestisce le frontiere esterne.

Numeri confermati anche dai dati, aggiornati a marzo, del Viminale:

Porti chiusi: in Italia sbarchi ai minimi da 9 anni

E proprio grazie ai porti chiusi, l’Italia è il Paese Ue che ha registrato il calo maggiore di domande di asilo nel 2018, pari a -61% rispetto al 2017, secondo l’Eurostat:

Crollano domande Asilo in Italia: -61% grazie a porti chiusi

Nel 2018 l’Italia ha ricevuto 49.200 domande, pari all’8% del totale dei Paesi UE, contro le 161.900 della Germania (28%), le 110.500 della Francia (19%) e le 52.700 della Spagna (9%). L’Italia ha quindi registrato il calo più significativo di tutti i 28, con 77.400 richieste in meno rispetto al 2017 (-61%), seguita da Austria (-49%, 11.100 in meno), Svezia (-19%, 4.100 in meno) e Germania (-18%, 36.400 in meno). Chi ha visto invece schizzare le domande d’asilo rispetto all’anno precedente sono stati Cipro (+70%) e la Spagna (+60%), poi il Belgio (+29%), l’Olanda (+27%), la Francia (+20%) e la Grecia (+14%).

E il 2018 risentiva ancora degli sbarchi del 2017 e dei primi sei mesi di governo Gentiloni.

Secondo i dati aggiornati del Viminale, inoltre, sono crollati i permessi umanitari e aumentano i dinieghi delle domande d’asilo:

Salvini caccia i finti profughi: è crollo permessi umanitari

In un anno i primi sono passati dal 27% del totale al 2% mentre i no alle richieste dei migranti sono saliti dal 56% al 77%.

Ancora più eccitanti i dati dei primi mesi del 2019. Dall’inizio dell’anno all’8 marzo sono state presentate 7.189 domande di asilo; 16.311 sono invece le decisioni adottate e 76.779 le domande pendenti, il 43,27% in meno rispetto al 1 giugno (erano 135.337) quando, sottolineano fonti del Viminale, si è insediato il nuovo governo.

Delle oltre 16mila decisioni adottate nel 2019 – tolti i dinieghi (82%) e il 2% che riguarda la protezione umanitaria, nel 10% dei casi è stato concesso lo status di rifugiato (nel 2018 era il 7%) e nel 6% la protezione sussidiaria (l’anno scorso era il 5%).

Un trionfo. Manca però ancora un tassello: le espulsioni di massa.




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