Coop in rivolta: rivogliono i 35 euro a profugo

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I tagli di Salvini ai costi dell’accoglienza non vanno giù alle cooperative di tutta Italia.

Del resto si è passati da 35 euro ad una media di 21 euro a a profugo al giorno: un crollo considerevole per le loro entrate.

Così è rivolta dei parassiti dell’accoglienza in tutta Italia. Cinque società della Lombardia si sono ritirate dalla gara indetta dalla prefettura di Milano e hanno fatto ricorso al Tar del Lazio: rivogliono i 35 euro. Altrimenti non c’è profitto, e loro fanno ‘solidarietà’ per questo.

Come abbiamo scritto ieri:

Coop fanno ricorso contro Salvini: rivogliono i 35 euro

Sarà il Tribunale amministrativo del Lazio a decidere. Ma decisioni sul ricorso di altre coop non lasciano spazio a ‘speranze’: la pacchia è finita.

Ma richieste simili prendono piede ovunque. A Savona, Arci e Caritas hanno dichiarato di non aver intenzione di partecipare ai bandi, mentre ad Udine il 14 marzo è arrivata la notizia che il Tar del Lazio, ritenendo «prevalente l’interesse pubblico all’avvio delle procedure concorsuali per la gestione dei centri di accoglienza», ha respinto l’istanza di sospensiva abbinata al ricorso contro il bando di gara (peraltro già concluso) della Prefettura.

A Verona, dei 33 sodalizi che, a partire dal 2011, si sono succeduti nella gestione dell’accoglienza, alcuni hanno già gettato la spugna, altri stanno ponderando se possono ancora fare qualche affare.

«Il messaggio politico che si vuole mandare è chiaro: con i migranti non c’è nemmeno bisogno di parlare», ha affermato Gianfranco Schiavone, vice presidente della famigerata Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), per definire i contenuti e le voci economiche delle nuove gare bandite dalla Prefettura di Milano. «Vengono penalizzate le strutture che non siano di mero parcheggio. Per cui la questione ora diventa che non siamo di fronte a un contenimento, anche drastico ma legittimo, dei costi, bensì all’impossibilità di fornire un servizio. L’accoglienza agli stranieri diventerà il servizio più economico di tutto il settore socio-assistenziale, solo perché rivolto agli stranieri», ha concluso Schiavone.

Roba da matti, ora è un diritto venire a farsi mantenere in Italia. ASGI è finanziata da Soros: dichiararli fuorilegge no?




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