Arci lascia il business dell’accoglienza, non conviene più

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Anche l’Arci, così come la Intercasa Gea Onlus, abbandona il business dell’accoglienza in Umbria.

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L’associazione a scopo di lucro da anni impegnata nel business delle slot e in quello molto lucroso degli immigrati, non parteciperà al bando di gara per ospitare richiedenti asilo.

“Si tratta di una decisione sofferta, ampiamente discussa nell’associazione, tenendo conto del venir meno dell’opportunità di sostenere persone con cui si opera da oltre 30 anni e del lavoro per diversi operatori”, spiega Arci Solidarietà, secondo cui il bando sarebbe “troppo distante dai principi e dalla esperienza maturata dall’associazione negli ultimi anni”.

La distanza è esattamente di 15 euro. Ovvero il taglio dai 35 euro prima di Salvini ai 21 euro post decreto sicurezza.

“Il bando di gara, coerente con il decreto Salvini – continua Arci Solidarietà – tende a scoraggiare l’accoglienza diffusa”.

Problemi di budget: “Il bando, riducendo drasticamente la tariffa giornaliera – conclude Arci – mette a rischio sia le prestazioni nei confronti degli ospiti che la condizione di lavoro degli operatori. Le associazioni che hanno operato onestamente nel passato non possono proseguire un lavoro dimezzato e umiliato con una dotazione economica largamente insufficiente”.

Infine l’appello “alle altre realtà del territorio per procedere all’istanza di annullamento della gara in autotutela”.




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