Toscana, Pd vieta le parole ‘sessiste’

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In Toscana l’amministrazione sempre più stupefacente di Rossi, piddino rosso diventato indipendente e in attesa di tornare all’ovile, vieta le parole ‘sessiste’.

Un manuale per informare e sensibilizzare il personale della Regione Toscana sull’uso di un linguaggio amministrativo ‘non sessista’ nella redazione di atti e documenti. Sono le ‘Linee guida operative’ approvate dalla Giunta toscana su proposta della vicepresidente Monica Barni e dell’assessore alla presidenza Vittorio Bugli. Un documento di una decina di pagine nel quale si suggerisce l’uso di termini per evitare riferimenti sessisti e dare visibilità concreta al genere femminile. Nel manuale si consiglia l’utilizzo, dove possibile, di espressioni non discriminatorie tra i sessi e si indicano strategie redazionali per la declinazione al femminile di alcuni termini riferiti a professioni e ruoli fino a oggi riservati al genere maschile. Da qui, anche l’invito a usare ‘termini collettivi’, o alla forma impersonale per “aggirare l’uso del maschile generico”. Altra tecnica, l’uso di sostantivi promiscui, accompagnati dall’articolo determinativo: il responsabile, la responsabile, il manager, la manager ecc.

Quindi da oggi, noi definiremo il governatore della regione, Enrico Rossi, ‘governatora’. Tanto i sessi non esistono e la sessualità è fluida, ognuno la vede un po’ come cazzo gli pare.

E noi, lo vediamo donna. Non siete d’accordo? Sessisti.

Il PD sta soffocando sotto un mare di risate. Degli elettori.




Un pensiero su “Toscana, Pd vieta le parole ‘sessiste’”

  1. Se dopo maggio….a montecitterio, ci sarà finalmente qualcuno con le palle insessate almeno in modo soddisfacente…..chiederemo di spedire questa bella signora ”frocia e boldracca”….in Svezia in colonia dove potrà godere di compagnie similari per qualche mese…..come ultimo spasso…..prima della forca.

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