Manteniamo profugo islamico con 2 mogli e 8 figli – FOTO

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Mohamed, Walid, Ragmad, Sulinam, Louai, Kousai, Laila, Qamar-Alsamr. Sono i nomi dei figli (cinque maschi e tre femmine) di Khaled Alkhaed e delle sue 2 mogli, da gennaio ad Agnone con il progetto Sprar: profughi a spese degli italiani.

Un’altra moglie e due figli sono in Siria, mentre un’altra figlia vive in Finlandia.

Khaled racconta di essere fuggito dai bombardamenti su Damasco, città dove è nato e risiedeva, che nel 2017 lo hanno spinto a venire in Italia. A noi risulta che a Damasco non ci fossero tutti questi bombardamenti. Khaled è il solito imboscato che ha portato il clan a farsi mantenere in Europa. Lasciando la terza moglie con gli altri 2 figli in Siria. Sotto le bombe che non ci sono più.

Bari, Milano, Rocca di Papa e infine l’alto Molise dove è approdato agli inizi di un gelido e nevoso gennaio con gli otto figli di età compresa tra i 14 e i 3 anni e le due mogli, Alia e Samiha, rispettivamente di 33 e 31 anni. L’impatto con la neve e la piccola realtà molisana è stato tutt’altro che semplice, lui abituato a vivere in una metropoli. “Nemmeno messo piede in Agnone e voleva andar via – confessa Saverio La Gamba, responsabile del progetto Sprar di Agnone -. Ricordo ancora quel giorno con oltre un metro di neve e i volti impauriti di quei bambini. Per convincerlo a restare è stato necessario l’intervento delle due compagne e una lunga intermediazione, ma oggi sembra contento di quella scelta fatta”. E ci crediamo: lui
gli altri 10 mangiano e bevono da 2 anni alla faccia degli italiani.

La guerra in Siria è finita. Khaled può tornare a Damasco, dove è finita un paio di anni fa. Con le sue 2 moglie e gli 8 figli.

Perché mentre ci sono italiani che vivono in auto, la famiglia poligamica Alkhaed vive in due appartamenti.

Ma non basta. Li portano anche nelle scuola a propagandare la poligamia:

Le due donne, l’8 marzo, insieme al marito, hanno raccontato la loro storia davanti gli studenti degli istituti superiori di Agnone. Femminismo 2.0!

E’ assurdo che i contribuenti italiani debbano mantenere una famiglia poligamica islamica. E’ ancora più assurdo che i responsabili dello SPRAR – che dipende dal Ministero dell’Interno – portino le due mogli di Khaled a propagandare la poligamia nelle scuole.

Dico, Salvini, ma stiamo scherzando?




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