Allarme della Guardia costiera: “Se tornano ONG, torneranno i barconi”

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“La ragione principale per la diminuzione del numero di migranti e di arrivi è rappresentata dal fatto che le organizzazioni non governative (ong) sono fuori dai giochi. Se le ong dovessero tornare ad operare in mare, e soprattutto in acque libiche, assisteremo ad un aumento sproporzionato delle partenze, nonché di migranti sulle coste libiche”.

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Così parla Abu Ajila Abdelbari, comandante delle motovedette di Tripoli della Guardia Costiera Libica, al portale di politica estera notiziegeopolitiche.it

E aggiunge: “Se tornano le navi delle ong, vedremo di nuovo migliaia e migliaia di migranti. I quali sanno che compiere il viaggio via mare su piccoli gommoni è difficile, ma qualora percepissero che c’è di nuovo una chance, che c’è qualcuno pronto ad aspettarli in mare ed aiutarli, anche tutte le persone straniere che oggi stanno lavorando in Libia proveranno a raggiungere l’Italia. Non dobbiamo dimenticare inoltre che è stato dimostrato che alcuni trafficanti erano in contatto diretto con il personale delle ong”.

Da quando sono iniziate le operazioni militari dell’esercito orientale, Libyan National Army (LNA), nel sud della Libia, avete visto delle differenze lungo la costa?
“Ora nel sud stanno cercando di controllare i confini e certamente i migranti che provavano ad entrare in Libia, e soprattutto i trafficanti impegnati nel trasferire i migranti dalla regione meridionale verso la costa, non sono più così liberi di muoversi per via della presenza militare sul territorio. Ad ogni modo, la cosa più importante è che la Guardia costiera libica sta lavorando bene e che le ong restano fuori dalle operazioni”.




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