Tagli Salvini, coop chiude e licenzia tutti

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La fuga delle coop che si occupano del business dell’accoglienza è ormai una valanga.

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Avviate le procedure di licenziamento per 30 lavoratori del settore dell’accoglienza agli immigrati. Sono i primi effetti nella Tuscia delle norme restrittive previste nel decreto sicurezza.

I lavoratori, quasi sempre immigrati pagati dai contribuenti italiani per sollazzare altri immigrati, sono quelli della onlus Intercasa Gea, che a tutt’oggi gestisce diversi centri in tutta la provincia: dall’agriturismo Le Palme di San Lorenzo Nuovo all’albergo Dante di Montefiascone, più vari appartamenti e strutture tra Marta, Montefiascone, Valentano e Viterbo. Insomma, una vera e propria industria del parassitismo.

Ora, dopo il taglio da 35 a 21 euro voluto da Salvini, la Intercasa Gea ha comunicato alla Prefettura che non parteciperà ai nuovi bandi appena pubblicati.

Dal 28 aprile interromperà quindi la sua attività con il conseguente licenziamento dei lavoratori.

Lavorare per il business dell’accoglienza è come lavorare per un’organizzazione mafiosa. Ma con meno senso dell’onore.




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