“Sembra un maschio, non è stupro”: sentenza shock assolve immigrati

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Troppo mascolina. Poco avvenente. E quindi è poco credibile che sia stata stuprata, più probabile che si sia inventata tutto.

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Questa la sentenza con cui tre giudici donne hanno scelto di assolvere in appello due giovani immigrati peruviani condannati in primo grado a cinque e tre anni per violenza sessuale.

Nelle motivazioni scrivono infatti che all’imputato principale “la ragazza neppure piaceva, tanto da averne registrato il numero di cellulare sul proprio telefonino con il nominativo “Vikingo” con allusione a una personalità tutt’altro che femminile quanto piuttosto mascolina”. Poi la chiosa: “Come la fotografia presente nel fascicolo processuale appare confermare”.

Il verdetto è stato annullato con rinvio dalla Cassazione come richiesto dal procuratore generale che ne ha evidenziate alcune incongruenze e vizi di legittimità. Per cui il processo di appello dovrà ora essere rifatto.

Ma intanto, rimane il giudizio: se gli immigrati ti stuprano, attenta a non sembrare troppo mascolina.

La ragazza era stata stuprata ad Ancona nel marzo 2015.

Così il giornale locale raccontava lo stupro:

Stupro di gruppo ad Ancona, due arresti. Violentata ragazza stordita con un farmaco. L’operazione della della Squadra Mobile che ha tratto in arresto (domiciliari) due giovani peruviani, sui vent’anni, responsabili di violenza sessuale di gruppo e lesioni nei confronti di una ragazza. Il fatto risale allo scorso 9 marzo quando la giovane, 22 anni, di ritorno dalla scuola serale, si era fermata in un pub del quartiere Piano a bere una birra in compagnia dei due conoscenti.

Era circa l’ora di cena. Dopo i primi sorsi aveva subito cominciato ad avvertire un forte malessere e giramenti di testa, causati dalla somministrazione insidiosa di un farmaco che, unito all’alcool, le aveva causato uno stato di stordimento. Le analisi hanno evidenziato un elevato quantitativo di benzodiazepine nel corpo della giovane.

Di lì a poco, accompagnata dai suoi due aguzzini in un vicino giardino pubblico, approfittando del buio, uno di loro la immobilizzava con forza stuprandola, mentre il secondo, in piedi con fare circospetto, controllava che nessuno si avvicinasse al luogo del terribile delitto.

La giovane, che non aveva avuto mai rapporti sessuali nè relazioni sentimentali con nessuno dei due, veniva accompagnata subito dopo l’atto e ancora completamente sconvolta e stordita presso la sua abitazione. Già era evidente il copioso sanguinamento lungo le gambe della ragazza che non poteva non essere notato anche dalla madre che in stato di totale agitazione le prestava le prime cure appena entrata in casa.

L’indomani, vedendo la persistenza di perdita ematica, la donna, preoccupata, accompagnava la figlia d’urgenza all’ospedale Salesi, dove veniva sottoposta ad un delicato intervento con conseguente ricovero di oltre una settimana. Non appena venuti a conoscenza della notitia criminis e attese le puntuali disposizioni della Procura della Repubblica, i poliziotti e le poliziotte della Squadra Mobile dorica eseguivano tutti gli accertamenti e le indagini che permettevano di ricostruire la dinamica dei fatti ed individuarne i responsabili.




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