Espulso l’immigrato che ha seminato il panico per anni

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L’immigrato per anni ha seminato paura, ha provocato feriti, ma non è mai stato espulso. Perché non si poteva. Ci sono voluti anni prima di riuscirci: casualmente, c’è Salvini.

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Uno, due, tre arresti. Una, due domande di espulsione. Una petizione, due richieste di allontanamento del sindaco di Abbadia San Salvatore, comune dove risiedeva, Fabrizio Tondi.

Molti gli episodi di violenza. I più eclatanti: mega rissa durante la ‘Notte bianca’ del 2016 ad Abbadia San Salvatore. Tre carabinieri finiti in ospedale per le lesioni prodotte dal giovane violento e anche forte. Successivamente sassaiola contro gli uomini dell’Arma nei pressi della Balena Bianca a Bagni San Filippo. Mega rissa a Piancastagnaio, minacce a Campiglia d’Orcia. Atteggiamento arrogante e intimidatorio. Più volte è stato visto, e anche fotografato, passeggiare con sotto braccio un ascia.

Non solo. Furti, vetrine infrante. Specialmente nei fine settimana la sua violenza diventava inaudita.

«Mi rallegro con i carabinieri, con le competenti autorità, per un provvedimento necessario e giusto. Per ben due volte – sostiene Fabrizio Tondi, sindaco di Abbadia San Salvatore – ho chiesto al Prefetto di prendere provvedimenti. Sappiamo che emettere un provvedimento di espulsione non è cosa semplice, ancor più difficile diventa quando lo stesso va a colpire, come nel caso del polacco che abitava nel nostro paese, un cittadino comunitario».

Infatti. Dobbiamo ringraziare la UE senza frontiere e l’impossibilità di espellere i cittadini di altri Paesi Ue, se tutta la feccia dall’Est (anche paesi modello come la Polonia) si è trasferita in Italia.

E c’è ancora chi non ne vorrebbe uscire: sindrome di Stoccolma!

Tornando al polacco criminale, alla fine carabinieri della Tenenza di Abbadia San Salvatore, dove Marcin Saluk Siwy risiedeva, sono riusciti ad espellerlo: loa hanno accompagnato fino all’imbarco dell’aereo che lo ha riportato in Polonia.

Lì, ad attenderlo, le locali forze dell’ordine, perché il 34enne nel suo Paese deve scontare cinque anni di carcere per rapina. A conferma che tutta la feccia dell’Est si è riversata qui.

Ma a farlo tornare a casa è stata la tenacia dei carabinieri che, interpretando il volere dei cittadini, non hanno mai mollato.




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