Giornale Vescovi ammette: “Senza sbarchi chiudono coop accoglienza”

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Avvenire, il giornale dei vescovi:

Ha un articolo con un passaggio che fa luce su quello che è stato in questi anni il lucroso business dell’accoglienza.

Parlando del rapporto tra Coop dell’accoglienza e banche – non entriamo qui nel merito -, finisce per lanciare un ‘allarme’:

[…] il sistema di accoglienza dei rifugiati, già sotto pressione per gli accordi con i ‘signori della guerra’ libici e per le politiche restrittive ‘a prescindere’ del governo giallo-verde, sarebbe destinato a chiudere. In altri termini in Italia non si accoglierebbero più rifugiati, se non forse in qualche centro direttamente gestito dal governo. […]

Il passaggio in neretto è l’ammissione di cosa sia, in realtà, l’accoglienza: un business che ha sempre bisogno di nuovi clienti.

Si rovescia quindi l’assioma: l’accoglienza non nasce per ospitare chi arriva, ma si fanno arrivare per finanziare il business dell’accoglienza.

Ecco che, allora, ogni accordo che azzera gli sbarchi è visto come una minaccia. Non perché come millantano in Libia ci siano i ‘lager’ (che poi ci vanno volontariamente e pagando), ma perché questo mette sotto pressione il business.




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