Spara a ladro: 90enne a processo per tentato omicidio

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Il 20 novembre del 2013, Francesco Cucchiara, gioielliere di Partinico, sparò ferendo al polso uno dei ladri della banda che si era introdotta in casa sua per rubare.

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Indagato, oggi l’epilogo: Cucchiara, che ha 87 anni, sarà processato per tentato omicidio. Roba da matti. Una vera e propria persecuzione.

I fatti andarono così: 5 rapinatori, travestiti da finanzieri e carabinieri, piombarono a casa sua all’alba suonando insistentemente al campanello e ordinando a Cucchiara di aprirgli per una perquisizione, esibendo anche un finto mandato.

Entrati, rivelarono di essere lì per una rapina. I banditi tirarono fuori le pistole minacciando l’intera famiglia: Cucchiara, l’anziana moglie, la figlia ed il genero che vivevano nella stessa abitazione. Buttarono a terra con violenza e ferirono la moglie, mentre il genero venne immobilizzato con delle fascette.

I banditi, puntando la pistola alla testa della figlia, chiesero di andare in gioielleria. Ma quando venne fatto loro notare che bisognava passare dalla strada, desistettero e andarono via. Fu a quel punto che Cucchiara, dal balcone, ed impugnando la pistola che deteneva regolarmente, sparò ad uno di loro ferendolo al polso.

Adesso l’anziano deve rispondere di tentato omicidio. Per il gip Fabrizio Molinari, quella non fu legittima difesa, come sostengono invece sia la Procura che gli avvocati del gioielliere. Il giudice ha così respinto la richiesta di archiviazione.

Il rapinatore ferito pretende anche un risarcimento di circa 100 mila euro.

Non sarà proprio un caso lampante di legittima difesa, ma sparare a chi ha appena massacrato la tua famiglia è il minimo. Anche perché, potrebbe tornare.




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