Ufficiale, un’estremista islamica al Comune di Milano

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Lo certifica una sentenza, anzi, un’archiviazione. L’esponente del PD che siede nel consiglio comunale di Milano è legata ai Fratelli Musulmani. Gli estremisti islamici che appoggiano il terrorismo in mezzo mondo.

Sumaya Abdel Qader, figlia dell’autoproclamatosi imam di Perugia, dirigente del coordinamento dei centri islamici di Milano, è vicepresidente della commissione Cultura del Comune. Aveva querelato chi l’aveva indicata come legata ai Fratelli Musulmani.

Ieri, il giudice preliminare Guido Salvini accogliendo la richiesta del pm Leonardo Lesti, ha archiviato la denuncia.

Per Abdel Qader gli avversari che l’avrebbero accusata falsamente vengono indicati uno per uno: quotidiani, settimanali, siti di informazione e blogger.

Nel decreto di archiviazione depositato ieri dal giudice Salvini, si premette che gli articoli querelati «sono espressione del diritto di critica, che consente giudizi e valutazioni anche enfatizzati e corrosivi».

Il giudice ricostruisce come, secondo gli articoli, i rapporti tra la consigliera e i Fratelli Musulmani fossero dimostrati dal suo ruolo nella Fioe, la federazione europea delle organizzazioni islamiche, e dalla Fenyso, la sua costola giovanile e studentesca. La Abdel Qader ammette di avere effettivamente fatto «in passato» parte della Fioe, però esclude legami tra questa e i «Fratelli». Nel corso dell’inchiesta, però, è stata utilizzata come consulente una delle maggiori esperte italiane di Islam, Valentina Colombo. Ed è emerso come a indicare nella Fioe la colonna in Europa dell’operato islamico sia stato direttamente Ibrahim Mounir, vice-guida suprema della Fratellanza; «inoltre esiste un’ampia letteratura che conferma il legame della Fioe con la Fratellanza».

Allo stesso modo, scrive il giudice, non risultano smentiti altri episodi significativi dell’entourage familiare della donna: il post con cui si marito proponeva di applicare allo Stato di Israele la procedura «Ctrl+Alt+ Canc», ovvero cancellarlo; o quelli di sua madre inneggianti alle Brigate Ezzedin el-Qassam, braccio armato di Hamas, con foto di combattenti con «cappucci, lanciarazzi e sulla fronte la fascetta dei candidati al martirio». «Anche in questo caso – scrive il giudice – il contenuto obiettivo del post non è stato smentito».

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Il profilo Facebook della mamma, Zubayda Khalil, conteneva post e immagini inneggianti alla «resistenza» palestinese, ad Hamas e alle brigate Ezzidin al-Qassam, braccio armato dell’organizzazione islamista. Del marito si era parlato perché in passato aveva definito Israele «un errore storico, politico una truffa». Ma Abdel Qader è sempre stata difesa dal Pd, tanto che, eletta da indipendente (con 1016 preferenze e l’appoggio della sinistra interna), a gennaio ha ricevuto l’offerta della tessera Pd. Il Caim è nato nell’area Ucoii e Abdel Qader è la tipica espressione dei Giovani musulmani italiani, un mondo che ha proprio nel rapporto con Israele e il sionismo il suo nervo scoperto. Sumaya ha partecipato a un’iniziativa del Bds, sigla che promuove il boicottaggio e le sanzioni ai danni di Israele. In seguito è stata rimproverata da Emanuele Fiano, deputato Pd ed ex presidente della Comunità ebraica di Milano, quando a proposito di un sondaggio sui musulmani italiani, ha minimizzato un dato inquietante (il 61% delle persone interrogate avrebbe risposto che «controllano il mondo e sono responsabili di ogni male») argomentando la distinzione fra antisemitismo e antisionismo. A lungo in silenzio su temi simili e imbarazzanti, dall’inabissamento

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mediatico è uscita proprio in occasione della marcia Senzamuri, di cui è stata fra i principali artefici e – come si vede – fra i possibili beneficiari.

Non solo. Sumaya Abdel Qader, già responsabile ‘Cultura’ dei centri islamici di Milano, nel 2012 sosteneva la causa del cugino, detenuto nelle carceri israeliane. Samer Al Barq – così viene ricostruito il suo profilo – è originario del Kuwait ma si è trasferito in Giordania, poi nel Pakistan dove ha studiato microbiologia, infine in Afghanistan «per impegnarsi – si legge nel dossier – nella formazione militare». «Nel 2001 – prosegue il dossier – secondo l’intelligence viene reclutato da Al Qaeda per la produzione di armi batteriologiche» e nel 2003 «è il 67esimo dei 119 prigionieri detenuti dalla Cia tra il 2002 e il 2008». Il nominativo di Samer Abdellatif Al Barq, noto anche come Abu Bakr al Filistini, secondo quanto ricostruito, compare anche nel rapporto di una commissione del Senato statunitense, «in relazione all’utilizzo di antrace da parte di Al Qaeda e ad attività qaediste in Pakistan».

Nel suo post del 2012 su facebook, la Abdel Qader faceva presente che Samer era in sciopero della fame «per chiedere di essere trattato secondo le leggi della democrazia» e precisava che «se è in errore dovrà pagare». Ieri, commentando la conferenza stampa di Forte e Ismail, la consigliera Pd ha replicato e minimizzato, ma è chiaro nuova vicenda riapre con inaspettato clamore il caso dei rapporti fra il Pd e quell’area che Ismail ha indicato come «l’islam ortodosso». Questo caso, poi, non è che l’ultimo segnale di quello che è stato definito «un rapporto organico» fatto di associazioni, collaborazioni e candidati. Citata per esempio un’associazione, «Segnali», che annoverava nel suo «board» il segretario Pd Pietro Bussolati, oltre a esponenti musulmani di area Ucooi, fra cui il presidente del comitato «Libertà e democrazia per l’Egitto», indicata come sigla che sosteneva l’ormai deposto presidente egiziano Mohamed Morsi, leader dei Fratelli musulmani. Bussolati ha spiegato: «Le finalità dell’associazione Segnali ambivano a promuovere il confronto». Con i terroristi?

Sala è solo uno dei tanti ‘utili idioti’ che lavorano per l’invasione. Come quelli che l’hanno votato. Traditori che stanno vendendo il futuro di tutti noi ad un’orda medievale.




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