Il centro profughi era diventato il bordello della direttrice

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Il sistema dell’accoglienza è, prima di tutto, il simbolo di una perversione sessuale. Non è solo il denaro. Lo dimostrano i tanti (troppi) preti che si mettono in canonica gruppi di giovani maschi africani. Anche certi cartelli:

C’è, insomma, alla radice, un oscuro desiderio sadomasochista.

Come per il caso avvenuto tempo fa nella progressista e aperta Svezia.E che vogliamo raccontare.

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Il gestore donna di un centro di asilo di Öland è stata accusata di avere intrattenuto rapporti sessuali con gli ‘ospiti’ e – sadomasochismo – di avere permesso ad uno di questi di picchiare uno dei suoi figli, forse in un gesto di insana perversione sessuale.

Non c’è differenza con chi grida di aprire i porti. E’ solo un grado inferiore della stessa perversione.

Il profugo avrebbe picchiato il bambino, come ‘risarcimento’ per avere scoperto di non essere il ‘solo’ amichetto della direttrice del centro per richiedenti asilo. La donna, secondo alcuni suoi conoscenti contattati dal giornale locale , sarebbe stata ossessionata dall’accoglienza dei profughi, tanto da trascurare i suoi due figli piccoli di 4 e 7 anni, lasciati addirittura in camera con i ‘profughi’.

L’antirazzismo è una perversione mentale.




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