Borgo Mezzanone, africani a caccia di donne da rapinare

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Il nigeriano – Lucky Ebon, classe 1995 – è stato arrestato dagli agenti: è accusato di avere aggredito e derubato donna.

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Ad individuarlo sono stati gli agenti di polizia, impegnati in un servizio anticaporalato a Borgo Mezzanone. Zona nota per la famigerata baraccopoli gestita dalla mafia nigeriana e i continui reati commessi da chi ci vive. E’ la stessa baraccopoli dove si rifugiò, mesi fa, con il suo carico di droga, uno degli assassini di Desirée.

I poliziotti sono stati contattati dalla vittima, una signora di 74 anni che vive in un podere della zona: un africano si era appena introdotto in casa sua con violenza. Il giovane per impossessarsi del telefonino della donna l’aveva aggredita con violenza, spintonandola e strattonandola.

Gli agenti hanno trovato l’immigrato, probabilmente un richiedente asilo, ancora nei pressi del podere: il 24enne ha opposto resistenza, strattonando e spingendo gli operatori e poi colpendoli con calci e pugni. Vista la difficoltà riscontrata, il giovane è stato fermato con lo spray urticante. I nostri poliziotti e militari costretti ad usare metodi da vecchina, invece di sparare ad altezza ‘uomo’.

Dalla perquisizione personale effettuata, gli agenti hanno recuperato il telefonino rubato poco prima, restituito alla proprietaria. Per il 24enne, invece, si sono aperte le porte del carcere.

Un altro episodio simile è avvenuto ieri sera, a Foggia, in zona Largo Rignano. Dove una donna è stata aggredita e rapinata del cellulare mentre era impegnata in una conversazione telefonica, in strada. Un uomo di colore, a volto scoperto, si è avvicinato alla donna, le ha strappato il telefono ed è fuggito.

Alla scena ha assistito un giovane del posto, che si è subito lanciato all’inseguimento dell’africano, che però è riuscito a dileguarsi. Il ragazzo è poi tornato indietro per prestare aiuto alla donna – visibilmente scossa – prestandogli il suo telefono per allertare la polizia ed avvisare i familiari dell’accaduto.

La soluzione è radere al suolo le baraccopoli come fa Salvini. Ma rimandandoli a casa, non spostandoli.




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