Pamela, parla il medico legale: «Manca il collo»

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Sulla deposizione del testimone durante l’udienza del processo per il brutale omicidio di Pamela:

Pamela, testimone: “Oseghale la fece pezzi ancora viva”

Interviene Luisa Regimenti, presidente dell’Associazione Nazionale Medici Legali medicina contemporanea, e perito consulente della parte civile al processo per il massacro di Pamela Mastropietro.

Secondo il medico legale: «La deposizione resa da subito dal supertestimone Vincenzo Marino, e confermata oggi in tribunale a Macerata nella nuova udienza del processo a Innocent Oseghale, lo conferma: Marino è attendibile. Questo pentito, già nella sua prima audizione ha detto cose che non poteva assolutamente conoscere. Cose che solo l’assassino di Pamela avrebbe potuto rivelargli. Personalmente, sono convinta che rappresenti la prova regina di questo processo: quella che ha dato al dibattimento in corso informazioni che non erano inizialmente nella disponibilità di nessuno; elementi che solo le perizie in un secondo momento hanno confermato e che dunque, rendono attendibile e inoppugnabile la deposizione del superteste».

Ma sono altri particolari a rendere quasi comprensibile la folle reazione di Luca Traini.

Parlando della dinamica dell’omicidio, spiega: “Poi, manca il collo della ragazza, per cui non si può né asserire né smentire eventuali lesioni al collo. Insomma, Oseghale ha cercato di distruggere tutto: probabilmente la telefonata della compagna arrivata quando lo scempio era stato appena compiuto e quando lui non aveva ancora occultato le valige con i resti di Pamela, deve averlo mandato in tilt…”.

“Dopo il massacro, il problema dell’imputato era soprattutto quello di far entrare il corpo a pezzi in appena 2 valigette: è per questo che tutti i tagli che lui esegue nel corso dello smembramento del corpo, sono tagli calcolati al millimetro, come se l’assassino avesse un regolo. Quello che ci siamo ritrovati di fronte, infatti, è un cadavere ridotto in brandelli, ma con una maestria che denota un’esperienza indiscutibile. La «dissezione» compiuta sul corpo di Pamela, insomma, è stata eseguita da una mano esperta tanto che, lo stesso professor Cingolani nella sua perizia, ha riconosciuto che solo un medico legale con parecchio tempo a disposizione avrebbe potuto fare altrettanto. Poi, una volta occultato quel restava di Pamela, ad Oseghale è arrivata la telefonata della compagna: lui getta le borse in strada, pensando probabilmente di tornare a nasconderle meglio. Ma il macabro ritrovamento è arrivato prima…”.

“Dunque, a questo punto, diventa davvero difficile sostenere che Pamela sia morta di overdose: ma Oseghale ha bravissimi avvocati, tra i più ambiti del foro. Ma questa è un’altra storia…”.

E’ stata fatta a pezzi da un esperto assassino della mafia nigeriana che ora è difeso da avvocati pagati dalla mafia nigeriana.




Vox

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