Mafia votava PD in cambio favori, arrestato deputato: “A disposizione del boss”

Condividi!

La Mafia votava il PD in cambio di favori:

Ma non è l'unico politico coinvolto

Posted by Giornale di Sicilia on Monday, March 4, 2019

VERIFICA LA NOTIZIA
Oltre 200 carabinieri del Comando Provinciale di Trapani hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 25 esponenti della mafia trapanese. Il provvedimento, emesso dal gip di Palermo, su richiesta della dda, ipotizza le accuse di associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso, estorsione, danneggiamento. In cella sono finiti, oltre ai vertici del mandamento di Trapani (rappresentati dai fratelli Francesco e Pietro Virga, figli del boss ergastolano Vincenzo), esponenti di spicco della “famiglia” mafiosa di Paceco e della “famiglia” di Marsala.

Tra gli arrestati nell’ambito dell’operazione antimafia della dda di Palermo, guidata da Francesco Lo Voi, ci sono due esponenti politici. Si tratta dell’ex deputato regionale del Pd Paolo Ruggirello, accusato di associazione mafiosa, e dell’ex assessore comunale di Trapani Ivana Inferrera, indagata per voto di scambio politico-mafioso. Secondo gli inquirenti, i due politici si “offrivano” ai mafiosi, proponendosi come “punti di riferimento” per i clan e arrivando, in alcuni casi, addirittura ad affidare loro la gestione della campagna elettorale. Ruggirello, 52 anni, trapanese, eletto all’Ars due volte, è stato deputato questore. Si è candidato alle ultime elezioni politiche ma non ce l’ha fatta. Inferrera, 55 anni e una laurea in Conservazione dei beni culturali, è stata direttrice del museo della preistoria e nel 2013 è stata nominata assessore alle Strategie di sviluppo, alle politiche sociali e al Turismo del Comune di Trapani.

L’indagine della Dda di Palermo riguarda in totale 33 persone e il lavoro degli investigatori ha ricostruito gli interessi sia dell’ex deputato all’Ars, ma tra le informazioni raccolte ci sono anche i nomi di altri politici. A partire dai legami di Ruggirello con Lillo Giambalvo, il consigliere comunale di Castelvetrano prima arrestato nell’operazione Eden, poi scarcerato e assolto dall’accusa di mafia ma adesso sotto processo per estorsione. Ruggirello ne fu lo sponsor politico; Giambalvo non era un consigliere qualsiasi: fu intercettato, infatti, mentre esprimeva la sua ammirazione per Matteo Messina Denaro; il suo caso fece scalpore e mosse un movimento che nel marzo 2016 porto’ un gran numero di consiglieri – 27 su 30 – a dimettersi e al conseguente scioglimento nonche’ commissariamento del consiglio comunale.

Spicca anche il nome di Bice Ruggirello, sorella del politico, candidata alle elezioni politiche del 2013 con Mir (Movimenti Italiani in Rivoluzione). C’e’ un intercettazione in cui un politico di Castelvetrano dice a Giambalvo di farsi dare “mille euro” dalla donna. Tra gli arrestati Ivana Inferrera, 56 anni, ex assessore del Comune di Trapani. E tra gli indagati un collaboratore di Ruggirello.




Lascia un commento