Libia: 400 clandestini in rivolta per venire in Italia

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Non siamo in presenza di poveri profughi in fuga dalla guerra, ma di clandestini furiosi per avere pagato a vuoto.

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La settimana scorsa ci sono stati tumulti tra i 400 clandestini detenuti nel Centro di Sikka. Tutti erano registrati dall’Unhcr, eccetto 20 persone arrivate da poco. Il gruppo include 200 eritrei, 100 somali, 53 etiopi e 20 sudanesi.

La protesta è stata violenta, tanto da rendere necessario l’intervento della polizia libica. Le proteste sono nate dalla frustrazione dei clandestini che vedono ormai come un miraggio la prospettiva di sbarcare in Italia.

Sarebbero circa 50 quelli rimasti feriti quando la polizia ha fatto irruzione per porre fine alle violente proteste. Due sono stati feriti gravemente e trasportate all’ospedale Abu Slim.

Ieri l’Unhcr ha evacuato 128 rifugiati verso il Niger. Si è trattato della terza operazione di evacuazione al di fuori dalla Libia quest’anno, che ha portato il totale di persone evacuate fuori dal Paese a 3.303.

Insomma, non proprio centri dove si tortura, se si permettono anche di rivoltarsi.

L’Onu, ovviamente, lamenta l’uso della forza per sedare i tumulti: come se i clandestini fossero le vittime e non i complici del traffico.




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