Legittima difesa: pene più dure per i ladri, cittadini potranno sparare

Condividi!

Domani il voto alla Camera della Legittima Difesa, poi al Senato per approvazione definitiva. Intanto sono già stati votati oggi, senza problemi, tranne qualche desperados pseudogrillino, diversi articoli della riforma.

VERIFICA LA NOTIZIA

Riguardo la riforma della legittima difesa, via libera dell’Aula della Camera all’articolo 5: 366 i sì, 100 i no. Più anni in carcere e maggiori sanzioni per il furto in abitazione e con strappo. Viene così modificato il 624bis del codice penale, inasprendo le pene.

Queste le modifiche: le parole “da 3 a 6 anni” sono sostituite dalle seguenti: “da 4 a 7 anni”; le parole: “da 4 a 10 anni e della multa da euro 927 a euro 2.000” sono sostituite dalle seguenti: “da 5 a 10 anni e della multa da euro 1.000 a euro 2.500”.

In pratica si abrogano in questo ambito le ‘svuotacarceri’ del PD.

Articolo 1: la difesa è sempre legittima
L’articolo dispone che “la difesa è sempre legittima”. La norma va a modificare l’articolo 52 del codice penale e prevede che “sussiste sempre il rapporto di proporzione” tra offesa e difesa. Inoltre chi subisce una aggressione potrà difendersi anche di fronte alla semplice “minaccia dell’uso di armi”. “Nei casi previsti dall’articolo 614primo e secondo comma, – si legge nel testo – sussiste sempre il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere: a) la propria o la altrui incolumità; b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione”. E ancora: “Le disposizioni di cui al secondo e al terzo comma si applicano anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale”. Infine: “Nei casi di cui al secondo e al terzo comma agisce sempre in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone”.

Articolo 2: modifica all’eccesso colposo di legittima difesa
Tra òe cause di non punibilità viene inserito anche il caso di chi si difende in “stato di grave turbamento”. “Quando, nel commettere alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 51, 52, 53 e 54 – si legge – si eccedono colposamente i limiti stabiliti dalla legge o dall’ordine dell’autorità ovvero imposti dalla necessità, si applicano le disposizioni concernenti i delitti colposi, se il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo”. E ancora: “Nei casi di cui ai commi secondo, terzo e quarto dell’articolo 52, la punibilità è esclusa se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità ha agito nelle condizioni di cui all’articolo 61, primo comma, numero 5), ovvero in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto”.

Articolo 3: pena e risarcimento
Questo articolo punta modifica l’articolo 165 del codice penale che riguarda la sospensione condizionale della pena. Con la riforma è previsto che, in caso di condanna, la sospensione condizionale della pena è subordinata al pagamento integrale dell’importo dovuto per il risarcimento del danno alla persona offesa.

Articolo 4: violazione di domicilio
La riforma aumenta le pene per chi viola il domicilio. L’articolo va a modificare il codice penale all’articolo 614 del codice penale. Nel nuovo testo si legge che: “Chiunque s’introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s’introduce clandestinamente o con inganno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”. Con la modifica approvata vengono così aumentate le pene: “da uno a quattro anni” e “da due a sei anni”.

Articolo 5: furto in abitazione
Salgono le pene anche per il furto in abitazione. Ecco cosa cambia: le parole “da tre a sei anni” sono sostituite “da quattro a sette anni”; le parole “da quattro a dieci anni e della multa da euro 927 a euro 2.000” sono invece trasformate in “da cinque a dieci anni e della multa da euro 1.000 a euro 2.500”.

Articolo 6: aumento pene per rapina
Vita più dura anche per i rapinatori. Con il voto della Camera alla riforma della legittima difesa vengono inasprite anche le pene per il reato dell’articolo 628 del codice penale, ovvero la rapina.




Lascia un commento