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Bambina stuprata dai profughi, processo annullato perché non capiscono l’italiano

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Perché la legge non ammette ignoranza, ma solo se sei italiano.

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Deve ripartire da zero il processo iscritto presso il Tribunale di Ascoli Piceno a carico di Christopher Ehikhebolo e Patrick Boi, i due nigeriani 22enni richiedenti asilo, che hanno stuprato una minorenne italiana.

Accolta l’eccezione di nullità presentata dall’avvocato della difesa, tal Umberto Gramenzi, per la mancata traduzione in lingua inglese del decreto di citazione in giudizio e l’assenza di un interprete. Perché siamo noi che ci dobbiamo integrare e fornire gli interpreti, non loro che devono imparare l’italiano.

L’atto dovrà quindi essere tradotto entro sette giorni dall’interprete, già nominato. Intanto il processo dovrà ricominciare. Con il rischio, concreto, che vada tutto in prescrizione.

Ricordiamo la vicenda:

Ascoli, bambina accusa i profughi: «Mi hanno violentata in un’aiuola»

I due africani sono accusati di violenza sessuale su una bambina di Ascoli. Lo stupro di gruppo, nell’ottobre 2017.

Al tempo della violenza, la vittima aveva appena compiuto tredici anni.

I due migranti erano ospiti di un hotel per richiedenti asilo, l’Oasi di Carpineto, in attesa di ottenere famigerato permesso umanitario.

Secondo la bambina, nonostante il suo rifiuto (che comunque sarebbe solo un’aggravante), sarebbe stata portata in una zona appartata e poi violentata. E non fu l’unica volta.