Prende a morsi carabinieri: “Stress migratorio” – FOTO

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Ospite di un omosessuale locale, che aveva deciso di ‘aprire i porti’, il nigeriano era andato fuori di testa iniziando a prenderlo a morsi. E poi si era ripetuto con i militari accorsi.

Ha strappato la divisa ai carabinieri e li ha presi a morsi sulle ginocchia. Ma ha lo ‘stress migratorio’.

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Ma non era ‘posseduto’ – questa la sua scusa – e non pratica il “culto di possessione bori”, i cui adepti cadono in trance, mentre il loro corpo e la loro voce vengono “presi” da entità spirituali che in tal modo si manifestano e comunicano i loro consigli e le loro volontà.

Lo esclude categoricamente il professor Alessandro Giuliano, lo psichiatra di Terni cui il giudice Silvia Mattei ha affidato la perizia su un 24enne nigeriano arrestato lo scorso 4 agosto per essersi scagliato come una furia contro i carabinieri, prendendoli a morsi e strappando loro la divisa, dopo avere aggredito con la stessa violenza l’omosessuale che lo stava ospitando nella sua abitazione di Orte, Viterbo.

Il giorno dell’arresto, il nigeriano era talmente incontenibile da finire in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale, servizio psichiatrico, secondo cui era affetto da “stress migratorio” e “disturbo di adattamento con ansia”.

Stress migratorio. Ma tranquilli, non era posseduto come diceva lui.

Poi c’è stata la perizia disposta dal tribunale per capire se dietro la condotta dell’imputato ci siano motivazioni “culturali” o psichiatriche.

“In Nigeria ci sono il 48% di cristiani e e il 46% di sunniti, poi ci sono i ‘bori’, che percepiscono la divinità come nemica. Ma la famiglia dell’imputato appartiene al gruppo cristiano della media borghesia che domina nel paese e in Italia non è venuto per motivi religiosi, anche se dice di avere in patria dei nemici musulmani. Sicuramente il culto di possessione non fa parte della sua cultura”, ha esordito il consulente, entrando poi nel merito delle eventuali problematiche psichiatriche del soggetto, imputato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Da Belcolle è stato dimesso con la diagnosi di ‘stress migratorio’, di un ‘disturbo di adattamento con ansia’, ma io personalmente non ho trovato tracce di scompenso psicotico. Percepisce di avere dei nemici, ma non ha allucinazioni, né culturalmente, né dal punto di vista religioso. E’ solo il suo modo di percepire il mondo”, ha spiegato in aula lo psichiatra umbro.

Insomma, è solo il tipico nigeriano, in questo caso violento, che deve tornare a casa.

“Niente di più che una sua visione del mondo e delle cose. Le divise delle forze dell’ordine sono per lui il nemico”, ha concluso, mentre il giudice faceva notare come per fatti analoghi è stato nuovamente arrestato di recente.

Lo scorso 7 agosto ha agito come una furia, seminando il panico in località Santa Maria delle Grazie.

Erano circa le 19 quando sul posto si precipitarono i carabinieri, vittime di una feroce aggressione. A uno avrebbe letteralmente strappato la divisa, lasciandolo in canottiera e mordendolo al ginocchio destro così forte da lasciargli l’impronta dei denti sulla carne.

Sentito lo psichiatra, il giudice ha rinviato il processo al prossimo 17 maggio per la sentenza.




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