Arrestati altri 14 ex profughi nigeriani: “Mai lavorato”

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«Traggono sostentamento pressoché esclusivamente dal traffico e dalla cessione di stupefacenti. Nessuno degli indagati ha mai lavorato in Italia o, se lo ha fatto, è stato per brevi periodi e in maniera non continuativa, comunque non tale da assicurare una fonte di reddito stabile».

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Così il gip di Perugia Natalia Giubilei dopo l’arresto di 14 nigeriani accusati di aver spacciato eroina, tra aprile 2016 e febbraio 2017: il loro «stile di vita delittuoso» era «finalizzato a procurarsi lo stupefacente e a rivenderlo».

Questa è la mafia nigeriana traghettata dal PD in Italia coi barconi.

Parte della droga smerciata sulla piazza perugina proveniva dal Nord – Padova, Reggio Emilia, Modena – oppure da Napoli: tempo fa un corriere è stato bloccato appena sceso dal treno. Il magistrato parla di «un traffico di sostanze stupefacenti gestito esclusivamente da nigeriani dimoranti a Perugia che si riforniscono presso connazionali i quali, a loro volta, gestiscono collettori ubicati in diverse province d’Italia».

«Ognuno ha un proprio compito» Nelle 52 pagine di ordinanza di custodia cautelare in carcere vengono raccontate le cessioni registrate dai carabinieri ma anche gli «acquisti all’ingrosso da fornitori importanti»: «In questa rete di collegamenti capillare formata da nigeriani ognuno ha un proprio compito – si legge –. C’è chi mantiene i contatti coi fornitori e organizza i viaggi, c’è chi si presta a fare da corriere ingerendo ovuli (con i rischi che comporta) e viene remunerato di volta in volta, c’è chi si occupa della vendita ai clienti e percepisce i proventi poi reimpiegati nell’attività illecita».

Spaccio davanti all’African Shop Negli atti si parla anche dell’attività di spaccio nei pressi dell’African Shop di Perugia. Racconta un testimone: «Compro la droga dagli africani davanti al negozio. Di solito li chiamavo al telefono per prendere accordi ma visto che erano sempre lì ho smesso di chiamarli e andavo direttamente».

«Quasi tutti – conclude Giubilei – risultano avere il permesso di soggiorno scaduto perciò sono da considerare irregolari».

Il che significa che il permesso umanitario concesso dal PD è scaduto. Urge un rimpatrio di massa.

Ai 14 arresti in carcere si aggiungono due straniere sottoposte all’obbligo di presentazione in caserma.




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