Studentesse a scuola dai profughi a Brescia

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A Castegnato, Brescia, si va a scuola con lo Sprar. Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati sbarca infatti nell’Istituto comprensivo di Castegnato per tre lezioni speciali dedicati agli studenti delle scuole medie, che si terranno a partire da martedì 26 febbraio.

Vi sembra normale che si indottrinino i ragazzini ‘educandoli’ ad ‘aprire i porti’?

L’obiettivo è quello di rieducare la cittadinanza, partendo proprio dai più giovani e dalle nuove generazioni.

«Si tratta di un progetto nato per favorire un punto d’incontro tra gli abitanti di Castegnato e le persone immigrate, titolari di protezione, residente nella medesima area – spiegano le operatrici Sprar la coordinatrice Ilaria Merlo, la castegnatese Francesca Ribola e l’assistente sanitaria Giulia Mazzola -. Siamo convinti che l’incontro con gli adolescenti possa aprire spazi di confronto su una società in rapida evoluzione e aiuti a scoprire insieme come essere cittadini più attivi, attenti e capaci». Ce le mandate voi?

Notate qualcosa di strano? In queste foto sull’integrazione ‘loro’ sono sempre maschi, le bianche sono sempre femmine. La chiamano integrazione, ma è un’altra cosa.

La domanda è: il ministro Bussetti che fa?




2 pensieri su “Studentesse a scuola dai profughi a Brescia”

  1. Guardacaso gli mandano le studentesse, di sesso femminile, dai sedicenti profughi africani di sesso maschile. Perversione morale totale, quindi coloro che creano iniziative di questo genere quando parlano di “favorire l’integrazione” si riferiscono chiaramente a favorire la promiscuità tra questi africani e le ragazze locali.

    Mi chiedo a questo punto, ma i maschi locali dove sono? Perché non reagiscono? Ma soprattutto dove sono i genitori di queste ragazze?

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