Arezzo chiude centri profughi: “Priorità scuole e strade”

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Il Presidente della Provincia di Arezzo e sindaco di Montevarchi, Silvia Chiassai Martini, destra : “La decisione è maturata dal fatto che l’attività dello Sprar non rientra tra le funzioni obbligatorie rimaste alla Provincia. Non disponendo neppure di un servizio attivo per le Politiche sociali, dobbiamo procedere all’individuazione di soggetti terzi, come associazioni o cooperative, che possano farsi carico dei progetti per l’ organizzazione delle gestione dell’accoglienza. In questo contesto difficile per le risorse e l’ottimizzazione dei servizi in capo alla Provincia, dobbiamo necessariamente effettuare delle scelte in base alle priorità e alle emergenze che il territorio e le nostre comunità stanno affrontando.

Il sistema Sprar richiede strutture e personale che al momento l’ente non può mettere a disposizione in quanto abbiamo altre questioni, quali strade e scuole, che meritano risposte urgenti. Gestire e rendicontare oltre 2.224.178 euro per il sistema Sprar richiede uno sforzo organizzativo che al momento questa Amministrazione non può più sostenere. La Provincia di Arezzo dal 1° gennaio 2020 non sarà più quindi ente capofila del progetto triennale 2017-2019, tuttavia terminerà tutti gli impegni presi con la rendicontazione delle risorse finanziare al Ministero degli Interni.

Una scelta che avviene in piena coerenza con le decisioni assunte come Sindaco del Comune di Montevarchi che, per non impattare sulle politiche sociali comunali, ho stabilito di occuparmi delle principali esigenze e necessità dei cittadini, recedendo gli accordi presi e interrompendo le attività finalizzate ai relativi progetti. Mi risulta, tra l’altro, che gran parte delle persone accolte nelle strutture dello SPRAR, dopo lunghi tempi di attesa nel riconoscimento del loro status, non risulterebbero rifugiati ma migranti economici i cui flussi devono essere necessariamente controllati”.




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