Immigrato spacca la testa a calci al collega italiano

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Un nuovo episodio di integrazione sul lavoro. E’ avvenuto in una ditta di Montorfano, a Como, lunedì 19 febbraio 2019.

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A finire ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sant’Anna, col cranio spaccato, un italiano di 50 anni, sposato con figli, residente a Olgiate Comasco.

L’uomo, stando alla denuncia della figlia, è stato aggredito da un collega di 45 anni, senegalese.

Il senegalese, già due anni fa era arrivato a sferrargli un pugno in faccia. La denuncia non è servita a nulla.

E lunedì si è accanito con inaudita violenza sul collega con pugni e calci.

La vittima si è salvata solo grazie all’intervento di una collega che ha chiesto aiuto mentre l’aggressore sferrava calci alla testa del 50enne di Olgiate.

La figlia dell’uomo: “Erano circa le dieci del mattino – ha raccontato – e mio padre stava guidando un muletto all’interno dell’area della ditta. A un certo punto il suo collega ha cominciato a inveirgli contro, forse approfittando dell’assenza di testimoni. Chissà, magari stava meditando di fargliela pagare per una vecchia denuncia di due anni prima. Mio padre ha cercato di avvicinarsi all’ingresso dello stabile della ditta sperando che qualcuno intervenisse ma la furia del collega è degenerata”.

“Gli ha fracassato il cranio a calci. Il medico ha detto che un altro colpo lo avrebbe quasi certamente ucciso. Adesso mio padre dopo la terapia intensiva è stato portato al reparto di neurochirurgia in attesa di essere operato”.




2 pensieri su “Immigrato spacca la testa a calci al collega italiano”

  1. Il fatto che sia recidivo e che il titolare dell’azienda non lo abbia licenziato, è un fatto gravissimo. Un collega che aggredisce fisicamente un altro collega, non merita di rimanere al proprio posto di lavoro.

    Comunque, altro che integrazione sul lavoro, nella maggior parte delle fabbriche di medie e piccole dimensioni della Lombardia, del Veneto e dell’Emilia-Romagna, la sostituzione etnica è già una realtà, visto che ci sono situazioni in cui il 90% degli addetti sono immigrati, e per gran parte provenienti dall’Africa. Merito del Decreto Flussi introdotto con la Turco-Napolitano del 1998, che dei 16 paesi privilegiati dalle quote di ingresso per i lavoratori NON STAGIONALI a tempo indeterminato, 8 sono africani, e che nessuno dei due governi di centrodestra – in cui c’era pure la Lega – ha mai modificato.

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