Profughi vendevano droga ai bambini di Milano: 25 arrestati, la banda dei «richiedenti asilo»

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Spacciavano in un parco pubblico nei pressi della stazione di Morbegno, in mezzo a famiglie con bambini. Bambini ai quali vendevano anche droga: molti tra i clienti erano infatti ragazzini con meno di 14 anni. Questi sono i ‘profughi’ che il PD ha traghettato in Italia: manovalanza della mafia nigeriana. Che ha reso lo spaccio capillare e a basso costo.

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Documentata la cessione di centinaia di dosi: hashish e marijuana. A vendere la droga praticamente tutti nigeriani richiedenti asilo ospiti di un centro di accoglienza nel paese della bassa Valtellina. Questi sono quelli con la protezione umanitaria inventata dal PD. Questi sono quelli che rimangono in Italia perché il ‘decreto Salvini’ non è retroattivo: sappiamo che sono spacciatori della mafia nigeriana, eppure continuiamo a tenerli qui fino a scadenza.

Le manette sono scattate giovedì mattina: 25 le misure di custodia cautelare, 14 in carcere, cinque ai domiciliari, sei obblighi di divieto di dimora, eseguite dai carabinieri del comando provinciale di Sondrio. Provvedimenti ridicoli. Solo le espulsioni di massa metterebbero a terra la mafia nigeriana, visto che sono i traghettamenti di massa delle ong l’hanno resa l’organizzazione criminale numero uno in tante, troppe, città italiane.

Le indagini, iniziate a maggio dello scorso anno, hanno consentito di ricostruire i flussi di droga, proveniente dalle province di Bergamo, Roma, Parma e Monza Brianza. I profughi, una quindicina in tutto, si occupavano dell’attività di spaccio locale, gli altri dell’approvvigionamento dello stupefacente, di organizzare i viaggi dei corrieri, acquistando i biglietti con carte di credito clonate, e di gestire i proventi. Anche i pusher italiani si rifornivano dai nigeriani.

Uno degli arrestati è attualmente imputato in un procedimento penale per tentato omicidio: è accusato di aver ridotto in fin di vita un uomo.




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