Pamela, il pentito: “Oseghale è boss mafia nigeriana, mi confessò omicidio”

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A rivelarlo Vincenzo Marino, ex boss della ‘ndrangheta e ora collaboratore di giustizia. Anche se non è la prima volta, visto che l’accusa si basa, anche, su questo.

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“Mi ha detto di aver ucciso Pamela perché si era rifiutata di avere un rapporto sessuale a tre con lui e Desmond, e aveva minacciato di raccontare tutto alla polizia. Non solo. In cella Oseghale mi ha anche confidato di essere uno dei capi della mafia nigeriana in Italia, incaricato di fare da collegamento tra la cellula criminale presente a Padova e quella di Castelvolturno, in provincia di Caserta”. Ricordiamo che Oseghale era uno dei tanti profughi ospitati in hotel e traghettati in Italia dal PD.

Inoltre, sempre secondo Marino, gli avrebbe anche detto: “Ti do centomila euro se testimoni che sai che Pamela è morta di overdose. I soldi arriveranno da Castelvolturno, tramite gli avvocati”.

Gli inquirenti ritengono le testimonianze del detenuto attendibili. Troppo dettagliano il racconto del boss. Senza contare che le testimonianze di Marino sono già state utili per arrestare figure di spicco della ‘ndrangheta. E sono molto rari i pentini della ‘ndrangheta.

E c’è un mistero. Nessuno sa chi paghi le spese legale di Oseghale. Il nigeriano è assistito da ben due avvocati, che a loro volta si avvalgono di numerosi consulenti. La questione è oggetto di un’interrogazione parlamentare promossa dal deputato della Lega Giorgio Latini: “Come fa Innocent a pagarli se risulta nullatenente e disoccupato?”.

Secondo Marino il nigeriano sia uno dei capi delle Black Cats, potente clan della mafia nigeriana, presente in molti centri profughi, tra i quali quello di Mineo dove settimane fa ne venne smantellata una cellula.

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