Caritas rimane senza profughi, invita a boicottare Salvini

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Vescovo e direttori regionali appoggiano apertamente il ricorso alla Corte Costituzionale contro una legge che “concretizza atteggiamento vessatorio nei confronti degli stranieri”.

E’ delirante la condanna delle Caritas diocesane della Regione ER nei confronti del ‘decreto sicurezza’ che, ricordiamolo, è stato votato dall’80 per cento dei rappresentanti degli italiani.

Il parere negativo è contenuto in un documento sottoscritto il 12 febbraio dal vescovo delegato della Cei Emilia Romagna per il servizio di carità, Douglas Regattieri, e dai direttori delle 15 Caritas diocesane regionali. Il motivo è questo:

Ogni immigrato in meno che viene riconosciuto come ‘profugo’ sono 35 euro in meno al giorno.

Per questo le Caritas appoggiano apertamente “la decisione dei sindaci e presidenti regionali che hanno promosso il ricorso alla Corte Costituzionale. In Costituzione, l’art. 10, riconosce il diritto di asilo e in questo momento, di fronte ad un decreto sicurezza che, a giudizio di molti, non tutela questo diritto e mette in difficoltà ulteriormente le realtà locali, i Giudici della Consulta possono esprimersi in merito autorevolmente”.

Insomma, si appellano alla “giuria d’onore” contro il popolo. E’ la Chiesa di Giuda. Quella dei 30 denari.

Ma c’è di più: “Riteniamo giusto mettere in atto una sorta di ‘obiezione di coscienza’ ad un decreto che non tutela la vita delle persone – si legge ancora -. Non possiamo esimerci dagli obblighi di questa legge e tuttavia, come credenti e professanti, sentiamo il dovere di contrastarla con i mezzi a nostra disposizione: l’educazione delle comunità e delle persone a riconoscere il Signore Gesù presente in ogni fratello, in particolare nei poveri; l’accoglienza generosa e prudente di ogni persona che punti al loro sviluppo integrale; la cura di relazioni di prossimità e solidarietà per contrastare una cultura dell’esclusione e dello scarto; un’azione di advocacy e di partecipazione politica a difesa dei più poveri fondata sulla nostra Costituzione; lo studio di strumenti giuridici e amministrativi che permettano l’accompagnamento alla legalità delle persone che incontriamo”.

Insomma, si prendono l’8 per mille e poi minacciano di non rispettare le leggi dello Stato: questa è una violazione del Concordato. Non è tempo di rispondere togliendo l’8 per mille a questi parassiti?




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