Soldi ai profughi dimezzati, Coop in allarme: “Casse vuote”

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In cassa arriverà il 40% in meno dei soldi che arrivavano al tempo del PD, il presidente della coop L’Ovile di Reggio, Maramotti si lamenta: “Sarà un’accoglienza qualitativamente molto più povera, senza corsi d’italiano né attività di inserimento lavorativo”.

“Quella rivolta ai richiedenti asilo sarà un’accoglienza qualitativamente molto più povera rispetto a quella conosciuta negli ultimi anni”. E’ l’opinione degli enti che nella provincia di Reggio Emilia gestiscono i servizi rivolti ai migranti in attesa di un permesso di soggiorno: in pratica ai clandestini. Servizi che, a breve, dovranno fare i conti col taglio di risorse deciso dal governo.

Un servizio ridotto all’osso: vitto, alloggio e poco altro saranno messi a disposizione dei rifugiati. Ed è anche troppo, visto che sono clandestini camuffati da profughi.

Così prevede il decreto Salvini, che riduce del 40% le risorse destinate dallo Stato alle realtà che gestiscono l’accoglienza ai migranti. Da 35 euro giornalieri versati per ogni cosiddetto profugo preso in carico, la cifra si riduce a 21 euro.

Un taglio che sta diventando realtà negli ultimi bandi pubblicati dalle prefetture di tutta Italia.

Con tutta probabilità, i gestori saranno costretti a diminuire il numero di operatori che coccolano gli stranieri.

Su 1.500 richiedenti asilo oggi sul territorio reggiano, 400 sono gentiti dalla rete di imprese che fa capo a L’Ovile: immaginate il business regalato dal PD, che ora si dimezzerà.

La pacchia sta finendo. E’ ridicolo che dei clandestini facciano tirocini in imprese vicine alle coop (loro incassano e poi assumono gli stessi a basso costo: il business perfetto), mantenuti dai contribuenti, solo perché hanno fatto richiesta di asilo.




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