16 immigrati in 1 stanza: “Ci piace condividere il bagno”

Condividi!

«Mi piace stare con la mia gente e condividere con loro… In fondo siamo sempre stranieri qui… almeno stiamo tra di noi».

VERIFICA LA NOTIZIA

Il giornale lo definisce “piccolo imprenditore cingalese”, è lui a spiegare alle forze dell’ordine la propria presenza in quella casa. Anche lui è trovato a dormire su uno dei letti a castello nel corso del blitz:

Formicaio: 20 immigrati in 55 metri quadri

Quando il suo nominativo è stato inserito nel database, è emerso che l’immigrato aveva – ovviamente – anche la partita Iva. Questi sono gli imprenditori stranieri di cui parlano i media di distrazione di massa: che vivono in 20 in una stanza. Condividendo un buco nel cesso. Credete che questi vi pagheranno le pensioni? Nemmeno le loro pagheranno.

Non solo. Questo cingalese che vive in una stanza con un’altra ventina di connazionali, era riuscito – nel corso degli anni – a portare in Italia anche la sua famiglia con i ricongiungimenti familiari: ma come cazzo è possibile che si permetta tutto questo?

Di normale i finanzieri e gli agenti della municipale, non hanno trovato nulla in quella abitazioni. Stanze di pochi metri quadrati dove erano sistemati anche sette o otto letti a castello, panni ammassati, pentole lasciate sul fornello, con dentro riso o altro cucinato preparato ore prima, dove chiunque andava ad affondare il cucchiaio per mangiare. Una vita di stenti che lui, benché piccolo imprenditore, non riusciva ad abbandonare. «In fondo – ha spiegato ancora – qui si paga poco e siamo tutti insieme, come una grande famiglia». Insomma, una convivenza da poche decine di euro a testa.

Alle spalle degli italiani. Che poi non trovano casa, perché loro ci stanno in venti.




Lascia un commento