Il nuovo bando per l’accoglienza: dimezzati soldi e posti per immigrati

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«La pacchia è finita» aveva promesso il ministro dell’Interno Salvini a tutti i parassiti, cooperative e non, che dal 2014 speculano allegramente sull’accoglienza dei finti profughi.

E’ stato di parola e al momento di fissare i prezzi a base d’asta dei nuovi appalti ha fatto scattare la scure. Non solo. Con il blocco degli sbarchi è riuscito a far sì che nelle varie province, Mantova compresa, sia diminuito il numero di richiedenti asilo da assistere. Emerge chiaro dal bando appena emesso dalla prefettura di Mantova per assicurare l’accoglienza al massimo (saranno molti di meno) di 750 profughi dal 1° aprile prossimo al 1° aprile 2021.

Dopo aver garantito posti e risorse per 1.400 immigrati dal febbraio 2017, data dell’ultimo bando, la nuova proposta messa a gara parla di «un fabbisogno presunto di posti pari a 750» nei vari centri di accoglienza, da mettere a disposizione di chi arriva in cerca di protezione internazionale. Per ognuno di loro lo Stato pagherà 18 euro al giorno (Iva esclusa), quasi la metà rispetto ai 35 euro dello scorso bando.

Il valore dell’appalto a base d’asta per il biennio 2019-2021 è di 18 milioni 954mila euro (più Iva), costituito da 9.855.000 euro per il servizio di gestione dei centri di accoglienza, da 450mila euro per la fornitura del kit d’ingresso ad ogni profugo (vestiario, prodotti per l’igiene personale e una tessera telefonica per chi arriva in Italia la prima volta) e da 1.368.750 euro per la fornitura del pocket money, i 2,50 euro al giorno che vengono dati a ogni immigrato. L’appalto può essere prorogato di 6 mesi per una somma di 2.337.750 euro e può essere anche aumentato o diminuito del 50% in base all’andamento dei flussi migratori: di qui altri 4.927.500 euro che portano il totale a quasi 19 milioni. Che si possono ridurre in base all’offerta che faranno i partecipanti sui 18 euro pro capite e sui 150 euro per il singolo kit.

Comunque ancora troppo. L’Italia non deve ospitare africani in fuga da guerre che non esistono. Il rimpatrio dei pochi che riescono ad arrivare deve essere immediato, appena sbarcano.




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