Salvini, stop a profughi assunti in Procura Agrigento

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Niente schiavetti ‘negri’ per il procuratore anti-Salvini Patronaggio

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Stop ai richiedenti asilo assunti dal procuratore anti-Salvini Patronaggio, che da domani avrebbero dovuto iniziare a lavorare al posto di giovani italiani negli uffici della Procura di Agrigento.

I sei, grazie alla solita ‘intesa’ tra Procura e Caritas, si sarebbero dovuti occupare dell’archivio, dello spostamento dei faldoni, e avrebbero dovuto collaborare con le cancellerie.

Immaginate, richiedenti asilo, quindi clandestini nel 90 per cento dei casi, che si occupano degli archivi. Magari anche quelli che riguardano politici ‘razzisti’.

Fortunatamente, il Decreto Salvini, dovrebbe fare saltare tutto.

Così, domani, il Procuratore capo Luigi Patronaggio, il magistrato che ad agosto, ha indagato il ministro dell’interno, Matteo Salvini, per sequestro aggravato nell’ambito dell’inchiesta sulla nave Diciotti, a meno di sorprese dell’ultimo momento, non firmerà l’accordo.

Con l’introduzione del decreto Salvini, infatti, solo i titolari di protezione internazionale, ovvero veri profughi, possono prendere parte a certe iniziative, non certo chi ha solo chiesto asilo e a cui, quasi certamente, verrà negato perché arriva da Senegal e Nigeria.

“Il richiedente asilo, fino alla definizione del suo status – si legge nel dossier – è ospitato nelle diverse strutture di accoglienza con l’assistenza essenziale; il beneficiario di protezione internazionale potrà godere della qualificata ospitalità offerta dal Siproimi“.

Saeny, Musa, Demba, Salifu, Balamin e Mustafà, questi i loro nomi, sono in gran parte gambiani. Non ci sono guerre in Gambia: tornino a casa loro a spostare faldoni.




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