I centomila soldati della mafia nigeriana in Italia: “Schierare esercito”

Condividi!

«È un episodio intollerabile, sul quale faremo luce con tutti i mezzi a nostra disposizione».

VERIFICA LA NOTIZIA

Così il questore di Ferrara, Giancarlo Pallini, commenta la notte di guerriglia.

«Vaglieremo le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza e dagli smartphone – spiega –, ascolteremo testimonianze e utilizzeremo le tecniche della Scientifica per ricostruire quello che è successo sabato notte e individuare i responsabili. Lavoreremo insieme, polizia e carabinieri, per non far passare sotto traccia un episodio così grave, che ha turbato l’ordine pubblico e messo a rischio la vivibilità cittadina, che è nostro dovere garantire».

«Il nigeriano è sfuggito ad un controllo antidroga ed è stato investito dall’auto di un privato in viale Po». Fondamentale la presenza e la prontezza del disposiztivo di sicurezza: «L’episodio di sabato notte – commenta il questore – conferma che la presenza dell’esercito è utile e continuerà ad esserlo e che le forze dell’ordine ci sono e sono parte attiva nel garantire la sicurezza: a loro va il mio ringraziamento». Pallini elogia la «rapidità dell’intervento» e ricorda il ruolo attivo dei dirigenti della questura nel tranquillizzare i nigeriani sulle condizioni del loro connazionale, ricoverato con 18 giorni di prognosi.

Hanno ‘tranquillizzato’ i nigeriani. E’ tutto qui il problema: servono soldati, non badanti. Perché questa è una guerra.

A Ferrara domina la confraternita della mafia nigeriana dei “Vikings”, la stessa presente nel famigerato CARA di Mineo.
Gruppi famosi per i rituali di iniziazione. Non a caso i gruppi vengono definiti “cultisti”, proprio perché utilizzano alcuni riti derivanti da culti locali e tribali: sgozzano gatti e ne bevono il sangue. Ma alcuni clandestini parlano di sacrifici umani sui barconi.

Le bande nigeriane imperversano in tutta Italia e hanno a Castelvolturno, in Campania, una delle loro roccaforti. Dove è presente un esercito di immigrati: quindicimila soldati che spacciano, minacciano, trafficano organi e hanno praticamente potere di vita e di morte sugli altri africani, a partire dai ghanesi e dagli ivoriani.

I nigeriani affiliati alla delinquenza in tutta Italia sono circa centomila, la stragrande maggioranza arrivati con i tristemente noti barconi degli scafisti. Dice la direzione antimafia: “I gruppi criminali nigeriani operano su buona parte del territorio nazionale, comprese le regioni ove risulta forte il controllo della criminalità endogena, come nel caso della Campania e della Sicilia. Da sempre attivi in Piemonte, Veneto e Campania, hanno progressivamente esteso la loro presenza criminale anche in altre aree del territorio nazionale, quali le regioni adriatiche (in particolare Marche ed Abruzzo), la Capitale, le due isole maggiori e, più recentemente, in Puglia“. Che altro si deve aspettare?

La mozione di Fratelli d’Italia – annuncia Storace – indica alcune strade: specializzare le procure antimafia su quella nigeriana, ad esempio, con uffici ad hoc; disporre l’invio di un contingente militare nella zona di Castelvolturno a supporto delle forze di polizia impiegate nella lotta alle cosche nordafricane.

Serve una bonifica militare del territorio. Perché la mafia nigeriana, il suo esercito traghettato in Italia (40mila clandestini) da PD e Ong, ci ha dichiarato guerra.




Un pensiero su “I centomila soldati della mafia nigeriana in Italia: “Schierare esercito””

  1. Scusate……ma chi spende e delinque, per comprare la droga da queste scimmie da circo importate….vi sembrano , poi sì differenti da chi gliela vende?….perchè gli date tanto peso?….volete fare gli avvocati della immondìzia che di umano ha solo un vago aspetto?….

    ….tutto questo esiste perchè ci sono balordi compratori….che acquistano da balordi venditori…e allora?…..si scannino fra loro…il mondo intero ne trqarrà sollievo….

Lascia un commento