Guerriglia Ferrara, sindaco PD dà colpa a tensione Salvini

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La scena è questa. Lo spacciatore nigeriano inseguito dai carabinieri viene travolto casualmente da un ignaro automobilista. Non muore. È solo ferito. La marea minacciosa di immigrati di colore che lo pensava ucciso rallenta il faccia a faccia di insulti e minacce con le forze dell’ordine. Grazie, scusate, la rivolta con cassonetti ribaltati e strade bloccate si ferma qui.

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È sufficiente. E se il pusher investito fosse morto? Beh, allora si poteva dare l’assalto al castello di Ferrara, o al Comune del sindaco Pd Tiziano Tagliani che ovviamente ha già individuato la responsabilità della ribellione. Colpa del decreto sicurezza e quindi di Salvini.

Esercito in strada, pressione di polizia e carabinieri. Eppure disagio e tensioni sociali crescono. Il problema aggiuntivo è però la reazione di certe comunità di immigrati. Un pazzoide spara? Uno spacciatore viene arrestato? La polizia insiste nei controlli? E allora via ribellioni e devastazioni. L’anno scorso accadde a Firenze. Un matto uccise un senegalese e i connazionali della vittima risposero con vandalismi e violenze. Idem nella baraccopoli di Foggia. È nei ghetti fuori controllo che talvolta un caso singolo viene percepito come torto collettivo a sfondo razziale.

E spesso esplode la rabbia con una pericolosa capacità di mobilitazione. Nelle banlieu francesi cominciò così. Salvini ha ottenuto risultati concreti sul fronte dei porti bloccando gli arrivi. Ma il fronte urbano qua e là continua a ribollire. Brutti segnali, da non strumentalizzare, ma da non sottovalutare. Prima che le rivolte esplodano dall’altra parte.

Ottima lettura di Beppe Boni sul Resto del Carlino. Del resto, non è quello che accade, negli Usa, alla morte di ogni delinquente nero per mano della polizia, rivolte e disordini? E questo dopo tre secoli che sono lì?

Significa che gli africani, in grandi numeri, non sono integrabili nelle nostre società. Dobbiamo agire di conseguenza.

Soprattutto, mettere da parte i sindaci del PD come quello di Ferrara:

“Quello che è successo ieri sera, per una reazione da parte di un gruppo di stranieri che hanno rovesciato cassonetti e una campana del vetro, è un sintomo evidente di una tensione complessiva del nostro Paese che nuoce alla tranquillità dei cittadini italiani e che non può non essere messa in relazione con il decreto sicurezza”.

Questi hanno scaricato in Italia 40mila nigeriani coi barconi delle Ong, e poi danno la colpa di quello che fanno a chi li vuole rimandare a casa. Sarebbero da TSO. Sono da TSO.




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