Terrorista islamico vuole tornare in Italia: «In Siria prigione troppo dura»

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Marocchino nato in Italia. Samir Bougana, 24 anni, è il futuro se non abroghiamo i ricongiungimenti familiari e non torniamo allo ius sanguinis.

E’ uno dei 130 foreign fighters (immigrati o figli di immigrati andati a combattere con ISIS) arruolati dal Califfato in Italia.

E ora il terrorista vorrebbe tornare in Italia: è stato arrestato e che ha scoperto che la vita nelle carceri siriane è «dura».

«Io sono cresciuto in Italia, per i prigionieri siriani e arabi è normale stare lì dentro, il cibo non è il massimo, le stanze sono piccole, la luce non c’è. Spero di uscire da qui, anche se andrò in prigione in Italia è sicuramente meglio», spiega adesso, dicendosi «pentito» di essere partito per unirsi all’Isis e di essere pronto a pagare «se devo pagare per quello che ho fatto». La sua speranza, però, è «tornare e vivere libero».

In Marocco, non in Italia.

L’integrazione non esiste. C’è chi viene imposto come vincitore di Sanremo, chi va a tagliare teste in Siria: sono aspetti dello stesso problema.

Il terrorista islamico ha anche avuto figli in Siria, di 5, 3 e 2 anni, che non sente più dal giorno della cattura.

«Sono pentito», ha spiegato Bougana all’inviato della Stampa, Francesco Semprini, che è andato a Raqqa per intervistare il terrorista nato a Gavardo, in provincia di Brescia: quelli che ci dicono essere italiani, perché nascono e crescono in Italia.

Bougana, che è stato in Italia fino al secondo anno di istituto tecnico e poi si è trasferito in Germania: «Ho iniziato a frequentare un po’ di moschee poi è iniziata la guerra in Siria e attraverso internet sentivo i discorsi degli sceicchi. Ho iniziato a pensare che dovevamo aiutare questa gente, era un dovere di buon musulmano. Avevo 19 anni – ha spiegato il 24enne – quando è iniziata la radicalizzazione, via internet soprattutto, navigando vedevo i bambini e le donne uccise e ho iniziato a sentirmi coinvolto. Nel 2013 ho visto tanti partire così mi sono deciso, i miei genitori non sapevano nulla. Sono partito con mia moglie: è tedesca di origine turca».

Ci stanno invadendo, e noi li andiamo ad intervistare. Al muro e una raffica di mitra. Comunque, mai in Italia.




Un pensiero su “Terrorista islamico vuole tornare in Italia: «In Siria prigione troppo dura»”

  1. Caro Presidente Assad,

    avremmo bisogno di un preventivo per ospitare i nostri galeotti indesiderati. Noi provvederemmo alla costruzione degli istituti di correzione che verrebbero utilizzati per la detenzione dei soggetti.

    Ci faccia sapere un prezzo giornaliero per il quale sarebbe disposto ad ospitare ciascun galeotto ed eventualmente ci proponga una eventuale location per far partire il progetto pilota.
    Discuteremo in seguito gli eventuali dettagli aggiuntivi quali la possibilità di utilizzare i detenuti come forza lavoro con i necessari criteri aggiuntivi.

    Ringraziandola anticipatamente le porgo cordiali saluti.

    Comesefosse Antani

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