Lega: “Via da UE se cose non cambiano”

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Il presidente della commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi, Lega, rilancia l’ipotesi di una Italexit dalla UE, nel caso in cui non dovessero cambiare le politiche “anti-Italia” dopo il voto del 26 maggio: “Il voto europeo del 26 maggio rappresenta la nostra ultima speranza per cambiare l’Unione europea: se non si riuscisse a cambiare nulla e l’Europa continuasse con politiche dannose per l’Italia, io, personalmente, suggerirei di uscirne”.

“Ovviamente non è così facile uscire come dirlo, e lo abbiamo visto con Brexit. Ma a un certo punto ci deve essere un limite oltre il quale si smette di subire”.

“Le mie considerazioni partono da una cifra, che ho sentito dal Direttore generale della Banca d’Italia, Rossi, ovvero che dal 2000 a oggi l’Italia è cresciuta del 3%ì. La cosa fa riflettere: non è possibile, sulla base di due decenni perduti, continuare a parlare dell’esperimento dell’Ue come una cosa positiva. Evidentemente, questo ambiente per l’Italia è risultato tossico, diversamente che per altri Paesi”.

“Tra le soluzioni che vi potrebbero essere, per esempio, propongo di passare dalla politica di obiettivo ‘deficit zero’ alla politica ‘disoccupazione zero’. Se gli obiettivi dell’Ue si spostassero, anche i trasferimenti interni sarebbero differenti – ha sostenuto – Si dovrebbe inoltre passare da un mondo in cui si vive sotto la minaccia dello spread, limitando la possibilità di pensiero e l’iniziativa politica all’interno degli Stati, a un mondo in cui la Bce è prestatore di ultima istanza e quindi lo spread non esiste”. Parole forti che certamente faranno discutere. Il braccio di ferro tra Ue e governo dunque non si chiude. Il Movimento Cinque Stelle però con il capogruppo D’uva risponde a stretto giro e frena il leghista: “Non abbiamo alcuna intenzione di uscire dalla Ue, per questa ragione sarebbe meglio evitare dichiarazioni che possano mettere a rischio la fiducia degli investitori e di conseguenza la nostra economia”.

Continuiamo a non comprendere che dalla Ue dobbiamo uscire indipendentemente da questo. Abbiamo perso la nostra sovranità: non possiamo più nemmeno favorire gli italiani in Italia senza incorrere in violazioni. Non possiamo battere moneta. Non possiamo vietare l’ingresso agli zingari perché sono romeni.

Perché dovremmo rimanere con questo cappio al collo?

“Non abbiamo alcuna intenzione di usci-
re dall’Europa, vogliamo cambiarla, mi-
gliorarla ma non abbandonarla”.

Lo ha puntualizzato il vicepremier e
ministro dell’Interno, Salvini, dopo le
frasi del responsabile economico della
Lega e presidente della commissione Bi-
lancio della Camera Borghi sulla possi-
bilità per l’Italia di uscire dall’Ue
nel caso non si riesca a cambiarla.

E se non cambia?




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