Lascia i figli per sposare clandestino sbarcato a Lampedusa

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Hamza Rezgui, 24 anni, è arrivato dalla Tunisia in Germania un anno fa, contro il volere dei suoi genitori. Ha pagato 600 euro per sbarcare in Italia. Poi, su un treno ha raggiunto Monaco e chiesto asilo a Karlsruhe, per finire in un centro di accoglienza a Mannheim.

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Lì, lavorava Mona Diemel, 45 anni portati malissimo, madre di due figli. Ora Mona ha tagliato ponti con i suoi figli per sposare il clandestino tunisino Hamza, su cui pende un ordine di espulsione.

I vicini chiamano la polizia quando sono entrambi seduti sul balcone. La migliore amica di Mona non va più a casa sua. I due figli hanno tagliato i ponti con la madre. “Temono che Hamza voglia usarmi”, dice Mona. Che pensiero razzista.

I due vogliono sposarsi ora, anche se ciò potrebbe significare l’espulsione di Hamza. L’ufficio del registro di Mannheim richiede un passaporto tunisino per il matrimonio, che il 24enne ha chiesto all’ambasciata. La Tunisia è considerata un “paese d’origine sicuro”: non appena le autorità dispongono di un documento ufficiale che certifichi la nazionalità, lui potrà essere immediatamente espulsp.

Per Hamza, è un pensiero terribile: “Voglio stare con Mona, lei è il mio grande amore”. La libertà è una cosa bellissima, il problema delle società libere è l’uso che ne fanno le minoranze di disadattati. Danneggiando tutta la società.

Ah, il maschio è quello alla vostra destra. Almeno così dicono.




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