Italiani minoranza nella scuola, preside esulta: “Questa è l’Italia che vogliamo”

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“Per noi si tratta della normalità, la scuola è avanti ed è lo specchio reale della società”. Questa delirante dichiarazione la dobbiamo a tal Laura Anna Maria Pollichino, preside dell’istituto comprensivo Perez-Calcutta di Palermo. Nella sua scuola gli immigrati sono la maggioranza: a Palermo, dove non si può certo parlare di ‘bisogno di immigrati’, visto che di lavoro non ce n’è nemmeno per i palermitani. E questo smonta uno dei miti dell’immigrazione: non è vero che vengono per fare i lavori che noi non vogliamo fare, vengono a parassitare. E sostituirci.

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Gli immigrati sono, in questa scuola, al 52%. La maggioranza degli 980 alunni. Ci sono bengalesi (i più numerosi), tunisini, marocchini, nigeriani, ghanesi e cinesi. “Nella nostra scuola tutti i bambini crescono insieme e dalle classi dell’infanzia arrivano fino alle medie – spiega la preside – Sono impropriamente alunni stranieri, visto che sono nati a Palermo, per noi sono alunni e basta. E’ questa l’Italia che vogliamo”. Questa è la non Italia che volete voi cultori dell’odio etnico contro gli italiani.

Nel pomeriggio i figli di immigrati tornano in classe per studiare le tradizione delle proprie culture. Per integrarsi meglio: “Qui non esistono le paure che si respirano fuori, siamo una grande famiglia – millanta la Pollichino a Repubblica – a scuola si impara a stare tutti insieme. In questo senso i bambini hanno tanto da insegnare agli adulti”.

Se non abroghiamo i famigerati ricongiungimenti familiari, unico mezzo col quale ormai entrano da anni gli immigrati ‘regolari’, partendo dai figli per poi passare ai cugini e quindi ai nonni che poi si ricongiungono con altri figli e così fino all’infinito, chiudere i porti non servirà ad un beneamato cazzo.




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