Le Ong hanno tentato di traghettare in Italia 132 clandestini

Condividi!

«Abbiamo perso il contatto con il barcone e non siamo più in grado di comunicare con le persone a bordo. Le autorità italiane hanno ancora una volta rifiutato di assumersi responsabilità e hanno informato la Guardia costiera libica. Noi temiamo che i migranti siano ora ricondotti negli orribili campi di detenzione in Libia». Così si concludeva la giornata horribilis di Alarm Phone, la piattaforma telefonica che fino a poco tempo fa metteva in collegamento scafisti e ong facendo da utile intermediario:

Alarm Phone, il radiotaxi degli scafisti che piace ai vescovi

Era sta la stessa Alarm Phone ieri mattina a chiedere alle autorità maltesi e soprattutto italiane di intervenire in soccorso del barcone partito dalla città di Homs e in difficoltà dopo la rottura del motore. Che poi non era rotto, ma fa sempre scena:

Secondo i volontari sull’imbarcazione si trovavano anche 50, 60 donne e trenta bambini. «Vedono una nave, ma in lontananza. Hanno anche visto un aereo sorvolarli, cerchiamo di sostenerli a la situazione è molto tesa», avevano scritto. «Temono di essere riportati in Libia, cercano la libertà in Europa».

Allarme poi rilanciato anche dalla piattaforma Mediterranea Saving Humans, che ha chiesto anch’essa l’intervento della Marina e della Guardia costiera italiana e maltese. «Il motore si è fermato, alcuni stanno male, ci sono donne incinte. Aver svuotato il mare delle navi della società civile non significa in alcun modo aver fermato le partenze, che in malafede continua a essere ripetuto dal governo italiano impegnato soltanto nella sua guerra contro chi salva vite umane», ha commentato Mediterranea.

Tutto inutile. Come reso noto nel pomeriggio da fonti italiane, i clandestini sono stati infatti intercettati e riportati indietro dalla Guardia costiera di tripoli che, come ovvio in acque di sua competenza, aveva assunto il coordinamento dell’intervento.

Non proprio le donne incinte e i bambini millantati dal radiotaxi degli scafisti Alarm Phone e dall’ong dei centri sociali Mediterranea.

In serata, la guardia costiera libica ha dato i numeri ufficiali: 132 clandestini, dei quali 22 donne e una decine di minori tra i quali bambini. A dimostrazione di come le ong mentano per impietosire:

La richiesta di traghettare in Italia il carico era stata raccolta nel primo pomeriggio anche da ‘Mediterranea Saving Humans’. Che poi frignava per il respingimento in Libia: “Apprendiamo da fonti istituzionali italiane che la cosiddetta Guardia Costiera libica ha raggiunto il gommone in avaria e portato indietro le persone a bordo che avevano invece chiesto soccorso all’Europa“.

Intanto la nave Sea Watch 3, da nove giorni ferma nel porto di Catania, ha ricevuto ieri l’ispezione di esperti inviati dalle autorità olandesi – la nave tedesca batte bandiera olandese – che hanno voluto verificare la capacità dell’imbarcazione di ospitare le persone prelevate in mare per un numero elevato di giorni.

Verifica normale per chi finge di andare per diporto e, invece, ha messo su un traffico di clandestini.

Ma loro erano abituati a traghettare dalla Libia all’Italia, un percorso breve, ora impossibile, grazie alla politica di chiusura dei porti del governo italiano. Loro puntano proprio sulla inadeguatezza a stare in mare per lungo tempo, quando ricattano le autorità portuali.

Del resto la tecnica di Alarm Phone era ormai oliata: lo scafista chiama e la rete del prete trafficante contatta per lui la Guardia Costiera italiana. Solo che l’arrivo di Salvini ha liberato la nostra guardia costiera da questo compito, ora affidato ai libici. E così, il meccanismo è andato in crisi. Il radiotaxi non funziona più.

«Ma le navi di salvataggio non possono soddisfare questa richiesta. La legge del mare afferma che le persone salvate devono essere portate in un porto sicuro prima possibile, senza alcun ritardo», ha messo le mani avanti ieri una nota della ong tedesca, che denuncia «la strumentalizzazione del tema della sicurezza delle persone soccorse allo scopo di ostacolare il salvataggio delle stesse». No bellini, voi sfruttavate la vostra inadeguatezza per imporre gli sbarchi. La pacchia è finita. La bandiera olandese sta per volare via.




Lascia un commento