Africano stupra 81enne italiana, magistrati archiviano

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Una donna italiana di 81 anni stuprata lo scorso 30 agosto, al Parco Nord, da un uomo, descritto dalla vittima come un 35enne di colore. Ma vogliono insabbiare tutto.

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La Procura, infatti, ha chiesto l’archiviazione perché dopo mesi di indagine non si è arrivati a nulla. In pratica, chiedono l’archiviazione per loro incapacità.

L’identificazione dell’uomo era affidata a un Dna, che però non è mai stato compatibile con nessuno di quelli in banca dati. Visti tutti i clandestini che vivono a Milano, scaricati negli ultimi anni dal PD, non è sorprendente.

La donna, dopo l’aggressione, avvenuta alle sei del mattino mentre faceva jogging, era tornata a casa, si era lavata e disinfettata. Erano passate poi diverse ore prima che i medici la visitassero. In un’intervista rilasciata a «Il Giorno» una settimana dopo lo stupro, la vittima aveva raccontato di come, dopo la violenza subita, si sentisse frastornata: «Non riuscivo neanche a pensare a quello che era successo e sono andata all’ospedale come tutti i giorni: faccio la volontaria e assisto i malati».

Solo una volta arrivata là, si era confidata con un’infermiera ed era stata portata al pronto soccorso.

L’identikit fornito dalla vittima in maniera dettagliata non ha portato a dare una identità all’ uomo di colore, alto, tra i 30-35 anni, vestito di nero. La richiesta della procura è pericoloso, perché qualcuno potrebbe decidere di colpire a caso, un africano qualsiasi, come a Macerata.

La procura si era detta ottimista. L’anziana era stata trascinata, senza avere la possibilità di difendersi e senza che nessuno sentisse le sue urla. Pochi minuti, l’aggressione veloce, poi l’uomo avvicinatosi pare con una scusa gentile, l’aveva lasciata ferita in strada, ma lei, pur sotto choc era stata in grado di chiamare i soccorsi.




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