Salvini, l’oro di Bankitalia è degli italiani: nazionalizziamolo

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Bankitalia deve essere controllata dal popolo, non dalle banche: quello di una banca nazionale che è controllata da banche private è l’architrave del controllo della Sinarchia sui popoli

Ricordiamo che l’Italia ha le terze riserve auree al mondo dopo Stati Uniti e Germania.

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“Non è un dossier che sto seguendo, è un’idea interessante, so che c’è una proposta di legge che secondo me dovrà ribadire ciò che per me è scontato, cioè che l’oro della Banca d’Italia è degli italiani, non è in prestito, è di proprietà degli italiani. Se si trova in depositi all’estero per quanto mi riguarda resta lì, si può far custodire come si vuole ma è di proprietà dei cittadini italiani”.Così ha risposto il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini in conferenza stampa, rispondendo a una domanda sull’ipotesi di utilizzare l’oro di Banca d’Italia per evitare l’aumento dell’Iva.

Ora, Salvini è veramente a rischio. Che Dio lo protegga.

La contraddizione di una riserva aurea nazionale di proprietà di una Banca Centrale che è una banca privata priva di controllo politico è oggi, e sarà ancora di più a breve, il terreno di scontro sul quale battersi.

Ricordiamo la battaglia in atto tra Ue e Ungheria, per la volontà del paese magiaro di mettere la propria banca centrale sotto il controllo politico, togliendola dal controllo della Bce. Si gioca tutto su questo.
I banchieri centrali, rappresentanti di una oligarchia globale finanziaria, non vogliono perdere il potere che esercitano attraverso il controllo delle banche centrali. Potere enorme.

Il parlamento dovrebbe immediatamente approvare una legge con la quale la Banca d’Italia passa sotto il controllo democratico degli eletti. Perché i grillini non si occupano di queste cose, invece di gay e stupidaggini varie. Paura?
Paura ben riposta, perché chi osasse andare allo scontro con le lobbies bancarie toccandole sul terreno della sovranità monetaria – un vero scontro, non finto – verrebbe probabilmente suicidato.

C’è una ricetta immediata da applicare per proteggere le nostre riserve auree dalla voracità degli eurofanatici: passare – con quello che sarebbe un semplice atto contabile – la riserva aurea stimata in circa 110 miliardi di euro sotto il ministero del tesoro in cambio di titoli del debito pubblico che la Banca d’Italia procederebbe ad annullare immediatamente. Otterremmo due risultati in uno: il nostro stock del debito si ridurrebbe di circa il 7% hic et nunc, diminuendo anche gli interessi che paghiamo per “onorarlo”, e l’oro passerebbe sotto il diretto controllo pubblico. Questa cosa delle riserve auree sotto il controllo diretto di banche centrali che sono banche private ha da finire.




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