Chiude l’hotel dei profughi, il titolare: “Ora chi mantiene mio genero pakistano?”

Condividi!

VERIFICA LA NOTIZIA
“Ora resto senza lavoro”. Il titolare dell’hotel Bellevue di Cosio Valtellino – trasformato in centro d’accoglienza e ora chiuso per effetto del decreto Sicurezza e dei porti chiusi – si lamenta e attacca Salvini.

Salvini, chiude l’hotel che faceva affari d’oro coi profughi: al proprietario rimane nipote nuovo

“Non capisco l’astio di Salvini che si compiace della chiusura”, dice Giulio Salvi. “Lui ripete spesso che si deve pensare ‘prima agli italiani’. Quelli che, come imprenditore, dovrò lasciare a casa senza lavoro sono otto, oltre a mio genero che è pachistano (un ex profugo che gli ha ingravidato la figlia ndr…). Senza contare, inoltre, che non darò più lavoro a chi mi fornisce i generi alimentari o mi assicura dall’esterno alcuni servizi. Se questo è pensare agli italiani…Ma a noi valtellinesi che siamo la ‘razza bruna’ non pensa?”.

Parassiti che volevano continuare a ‘lavorare’ a spese degli italiani:

Incassa 4,5 milioni di euro con i profughi (finti)

“Gli chiedo se non si rende conto delle tante attività che hanno chiuso e delle tante altre che stanno per farlo. Molti miei colleghi sono stanchi della situazione, vorrebbero chiudere, ma non possono farlo per le esposizioni con le banche. Io ho cercato di fare sempre con onestà il mio lavoro di albergatore e, il 21 marzo 2014, quando ho iniziato ad accogliere i richiedenti asilo l’ho fatto su specifica richiesta delle autorità locali. Adesso chiudo perché la mia domanda di continuare non è stata accolta nel bando della Prefettura di Sondrio e i dipendenti della ‘razza bruno alpina’ saranno costretti a perdere il lavoro e io, a 61 anni, a reinventarmi un’attività per mandare avanti la famiglia”.

“Sto pensando di emigrare negli Stati Uniti per aprire una gelateria-pasticceria”, conferma ora lui.




3 pensieri su “Chiude l’hotel dei profughi, il titolare: “Ora chi mantiene mio genero pakistano?””

  1. Se un giorno ci si decidesse ad obbligare le prostitute, pena anni di galera, ad esercitare il mestiere esclusivamente nei bordelli sorvegliati dallo Stato, come al tempo che fu, chi penserebbe al mantenimento dei loro papponi rimasti a spasso??
    Sai quanti posti di lavoro verrebbero a mancare??!

  2. Ma non ha pensato che potrebbe tornare a fare l’albergatore ‘vero’, cioè per i turisti, come faceva prima? Certo che guadagnerebbe molto meno e dovrebbe faticare di più, ma deve capire che anche per lui come per molti altri, la pacchia è finita.
    Per quanto riguarda gli 8 dipendenti attuali, se non vuole più lavorare davvero (in questi anni ha vertamente guadagnato abbastanza milioni per poter vivere di rendita) potrebbe cedere a loro la gestione dell’albergo.

Lascia un commento